Emi (Katia Pascariu), insegnante di una scuola privata di Bucarest, amata dagli studenti e molto stimata, si ritrova “sotto processo” perché un video dove fa sesso con il marito viene messo in rete (dal marito).

Diretto da Radu Jude, ambientato a Bucarest, girato durante la pandemia (i protagonisti indossano la mascherina), ha vinto l’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2021.

L’ intenzione del film è quella di sferrare un attacco alle ipocrisie moderne di politica e società. Diviso in tre parti: il sex tape di marito e moglie, che nulla lascia all’immaginazione (come se non aspettassimo altro, e va bè); una carrellata di immagini di repertorio che mettono in mostra, ridicolizzano, accusano le idiosincrasie socio culturali (l’unica parte, cinica e pungente, che merita veramente la visione del film, insomma bastava questa); il tribunale del popolo, genitori  e colleghi, che accusano sulla pubblica piazza l’insegnante (estenuante).

Tra rabbia, frustrazione e infelicità che genera bigottismo, in una società isterica dove qualsiasi video o immagini di nudi o di sesso è reperibile con elementare facilità, ma dove si criticano, si bullizzano le persone per e nella loro sfera sessuale, ma le si spia dal buco della serratura bramosi e ossessivi, Jude documenta e accumula dettagli sempre con uno sguardo volutamente dissacrante.

Il 9° lungometraggio di Radu Jude, in parte ispirato a eventi reali, è un colpo sferrato alla morale e cattolicità della Romania. Lo possiamo anche capire.
Ma, sinceramente, quale possibile distribuzione (facciamo finta che i cinema siano aperti) si pensa possa avere in sala?

Per causa Covid, esce in esclusiva il 16 aprile su MioCinema.

Più che provocante e pungente, è un film studiato, calcolato, pensato nei minimi dettagli, o squisitamente, per dividere o solleticare la critica di cinefili e/o critici dei “festival”.
Per evitare scappatoie, ammiccando smaccatamente alla New Wave della fine degli anni ’60, Jude cade nella trappola del compiaciuto, dove gioca con un umorismo nero, ma dove – abbiamo l’impressione – si diverte da solo.