Bergamo Jazz 2026: al Donizetti “Setting The Pace”, il progetto speciale del direttore Joe Lovano

Joe Lovano project 3P2A2667©Rossetti FondazioneTeatroDonizetti
Joe Lovano project 3P2A2667©Rossetti FondazioneTeatroDonizetti

Lovano aveva promesso un progetto speciale per la serata conclusiva del festival che dirige per il terzo anno consecutivo.

In un’intervista aveva annunciato: «Abbiamo una missione: far rivivere la magia che si è creata nella storia quando la tromba di Davis e il sassofono di Coltrane si sono incrociati, evocando anche i loro compagni d’avventura come Bill Evans e Philly Joe Jones. Poi passeremo all’itinerario musicale e spirituale che Coltrane intraprese una volta lasciato Davis. E infine affronteremo quel tratto di strada del Principe delle tenebre nel quale Miles ha continuato a essere un leader, ma senza Trane vicino.»

Non è mancato nulla. Gli spettatori hanno rivissuto il sodalizio dei due Maestri, il percorso solitario di Coltrane dopo la separazione, e il Davis del dopo – qualcosa che è andato oltre il tributo per diventare narrazione coerente e completa.

La dream band: chi erano i musicisti sul palco con lui

Lovano ha accolto accanto a sé una rappresentanza di musicisti dal talento innegabile, per celebrare il centenario dalla nascita di Davis e Trane.

Joe-Lovano-Project-249_Bergamo-Jazz_Todeschini
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A partire da Avishai Cohen alla tromba, un «solista raffinatissimo e poeticamente figlio di Miles» che sa rendere i silenzi lirica. George Garzone al sax tenore, uno dei più profondi conoscitori di Coltrane, nonché maestro di Lovano stesso, ha dato esempio del triadic chromatic approach, il metodo improvvisativo di cui è maestro e che nasce proprio dallo studio ossessivo di Trane.

Ai flauti c’era Shabaka Hutchings, una «tra le più forti personalità del nuovo jazz, già ospite di Bergamo Jazz in due precedenti occasioni». Il musicista ha scelto il flauto, non il sax che abitualmente suona, per avvicinarsi alla dimensione più spirituale e meditativa della musica di Coltrane. Leo Genovese al pianoforte: il pianista argentino, definito una rising star degli 88 tasti, in mattinata aveva già suonato al Palazzo Vescovile. Jakob Bro, il chitarrista danese, che con la sua dimensione nordica, sospesa, ha ricordato certi momenti del Miles più elettrico.

Infine Drew Gress al contrabbasso e Joey Baron alla batteria: per molti, una delle migliori sezioni ritmiche che oggi si possa immaginare.

L’amore di Lovano per Miles e Trane: una storia che parte da bambino

Come ha raccontato più volte il direttore artistico, suo padre Tony “Big T” Lovano, ha cresciuto il giovane Joe al suono dei dischi di Trane, mentre la madre ricordava sempre che lo aveva visto aprire, con il suo sax, i concerti di Stan Getz e che conobbe Coltrane quando si presentò in città con una blues band, nella quale suonava il sassofono alto.

Joe Lovano 252_Bergamo Jazz_Todeschini
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A 13 anni, fu proprio il padre a dargli la lezione che ha cambiato la sua visione della musica, a insegnargli la melodia nascosta dentro le scale e a riconoscerla in Coltrane. Racconta, infatti: «Mi stavo esercitando con le scale, su e giù alla velocità della luce. Entrò nella stanza e disse: “Hey Joey, quello che fai è ok, ma perché non provi questo?” e iniziò a far vibrare quelle stesse note, molto più lentamente, come se fossero una melodia.»

Lovano ha dichiarato: «Come artisti e come musicisti viviamo sulla scia dei grandi maestri, raccogliendone le eredità creative e proseguendo la strada da loro segnata. Louis Armstrong, Duke Ellington, Coleman Hawkins, Thelonious Monk, Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Max Roach, Charles Mingus, Sonny Rollins, Miles Davis, John Coltrane, Ornette Coleman, Keith Jarrett, Wayne Shorter, Dave Holland, Michael Brecker, Pat Metheny e molti altri hanno “segnato il passo” del mio percorso, accompagnandomi verso nuove prospettive e ulteriori esplorazioni creative».

I prossimi appuntamenti del Bergamo Jazz

Il Bergamo Jazz 2026 ha chiuso la sua quattro giorni primaverile, ma non si è concluso.

Per la Giornata internazionale del Jazz, giovedì 30 aprile, in Città Alta, in piazza Mascheroni, si terrà il concerto gratuito dell’Eleonora Strino Trio, con Eleonora Strino alla chitarra, Giulio Corini al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria.

Dopo la presenza di Herbie Hancock lo scorso anno, per la rassegna estiva Bergamo Jazz @Lazzaretto, il pubblico si aspetta grandi nomi.