Bergamo Jazz 2026, il festival è alle porte

Joe Lovano (foto Gianfranco Rota) GFR_5235
Joe Lovano (foto Gianfranco Rota) GFR_5235

La quarantasettesima edizione (19-22 marzo), la terza diretta dal saxofonista Joe Lovano, vanta grandi nomi e la responsabilità di una celebrazione speciale. Infatti, ricorre il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane e il direttore artistico ha in serbo un progetto speciale. Setting The Pace (Dettare il ritmo) è, a tutti gli effetti, un omaggio corale a chi ha tracciato nuove direzioni nel jazz.

«Nella vita, nelle arti, nelle scienze, nello sport e nel mondo degli affari ci sono state persone e organismi collettivi che hanno dettato il passo, il ritmo, con passione e amore, rappresentando per generazioni un modello. Come musicisti siamo costantemente impegnati nello studio e nello sviluppo per trovare la nostra voce. Questo percorso è alimentato dai suoni e dallo spirito dei maestri. Quelli che ci hanno dato, e danno, la fiducia e l’ispirazione per raggiungere gli elevati standard di oggi. Gli artisti che si esibiranno a Bergamo Jazz Festival 2026 stanno, a loro volta, indicando nuove vie per celebrare l’eredità di Miles e Trane» dichiara Lovano.

L’evento bergamasco, considerato tra i principali festival nazionali ed europei, vede la partecipazione di oltre 80 musicisti internazionali, fittamente distribuiti tra il Teatro Donizetti, sede principale del Festival, il Teatro Sociale di Città Alta e altre peculiari location della città.

Lo scopo, anche per l’edizione alle porte, sarà di offrire una finestra su una scena vitale e composita, punto di incontro fra ritmi e culture diverse, fra tradizione e modernità. Ricca la rappresentanza femminile, che porterà sotto le luci della ribalta musiciste e compositrici di innegabile valore.

Il programma completo si può visualizzare qui.

Bergamo Jazz entra nei musei

Importante segnalare che, come da tradizione, grazie a Bergamo Jazz la musica prende possesso di musei e luoghi inconsueti, per ampliare così il proprio range e diffondersi in tutta la città, contagiandola con il proprio spirito d’avventura e con il messaggio universale di pace e di dialogo tra popoli diversi, più che mai necessario di questi tempi.

L’Aula Picta del Palazzo Vescovile, nei pressi di Piazza Vecchia, appena restaurata, entra nel novero delle sedi d’ascolto inedite per il jazz e vedrà la performance di due pianisti, Wayne Horvitz e Leo Genovese. La seconda novità di questa edizione è l’Auditorium dell’Istituto Palazzolo, a due passi dal Sentierone, nel cuore della Città Bassa, dove si esibiranno i Jazz Passengers, formazione della downtown scene newyorkese dalla fine degli anni Ottanta, e il trio della chitarrista norvegese Hedwig Mollestad, tra sonorità rock e improvvisazione.

Non manca il tradizionale appuntamento all’Accademia Carrara: nel più importante museo della città si esibirà la violinista Anaïs Drago con il suo trio Relevé. Confermato anche l’appuntamento nella bellissima Sala Piatti di Città Alta. Per una volta, i concerti di musica da camera sono sostituiti dal duo britannico voce e pianoforte, formato da Norma Winstone, carismatica figura del jazz d’Oltre Manica da oltre cinquant’anni, e da Kit Downes.

Bergamo Jazz darà, come sempre, spazio anche ai giovani musicisti nella rassegna Scintille di Jazz, che si snoda tra locali trasformati in accoglienti jazz club.