Bergamo Jazz 2026, la terza serata: Bad Plus e Lakecia Benjamin al Donizetti

Lakecia-Benjamin©Rossetti_FondazioneTeatrDonizetti-scaled.jpg
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Ieri, 21 marzo, il Teatro Donizetti ha acceso i riflettori sulla seconda serata di Jazz al Donizetti. Due i set in programma: una special edition dei Bad Plus, seguiti da Lakecia Benjamin.

TheBad Plus ft. Chris Potter & Craig Taborn: un congedo con stile

Chi era seduto ieri sera a teatro ha colto una delle ultime occasioni per vedere dal vivo i Bad Plus che, come annunciato dai fondatori, nel 2026 chiuderanno il gruppo dopo 26 anni di carriera.  

La performance ha visto all’opera il contrabbassista Reid Anderson e il batterista Dave King, i fondatori della band, affiancati dal sassofonista Chris Potter e dal pianista Craig Taborn, quattro “radicali individualisti disposti a suonare insieme”, la formula con cui Jarrett descriveva il suo American Quartet, applicata alla una nuova generazione.


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Non è un caso il riferimento a Keith Jarrett: la performance della formazione, infatti, si basa principalmente sulle composizioni del pianista, a cui, senza rinunciare alla propria libertà, i Bad Plus hanno reso il loro omaggio, muovendosi nello stesso universo folk, gospel, blues e free jazz. Il titolo del concerto parla da sé: Playing the Keith Jarrett’s American Songbook.

L’esibizione è stata accolta con calore dal pubblico (soprattutto il brano Silence) e una segnalazione doverosa è per l’eleganza di Anderson, che ha presentato i musicisti e i brani nella nostra lingua, in un gesto di raro rispetto.

Lakecia Benjamin, l’energia e l’impegno sociale diventano evento

Con la sassofonista newyorkese, il Teatro è esploso di vitalità, colore e ritmo. Unica donna a calcare il palco del Donizetti, ha portato il suo glamour sfacciato, la sua adrenalina e la sua voce calda – che ha inneggiato più volte alla pace e all’amore, unici motori del mondo.

Lakecia Benjamin ©Rossetti Fondazione Teatro Donizetti

Lakecia Benjamin ©Rossetti Fondazione Teatro Donizetti

«Quando suono cerco di assicurarmi che tutti si divertano, che si sentano liberi di esprimere qualsiasi emozione provino in quel momento. Se devo cambiare o muovermi per entrare in contatto emotivo con il mio pubblico o toccarlo, sono aperta a tutte queste opzioni», afferma, e il pubblico le ha risposto con lo stesso calore, battendo le mani a ritmo, seguendola nella performance, ballando sulle sedie.

Forte delle cinque nomination ai Grammy, ha presentato agli ascoltatori del festival il suo nuovo album, non come la promessa che era nel 2023, quando ha partecipato per la prima volta al Bergamo Jazz, ma come una solida realtà di talento, accompagnata da Oscar Perez al pianoforte e tastiere, da Elias Bailey al contrabbasso e Quentin Baxter alla batteria.

«Sono cresciuta con l’hip-hop e le playlist radiofoniche. Vivendo poi in una comunità latina, ho anche suonato merengue, salsa e la bachata. Anche perché nella comunità afroamericana sei incoraggiato a suonare tutte le forme di black music», raccontava qualche anno fa. La lista dei suoi mentori e degli artisti con cui ha collaborato è già lunghissima meno si parla del suo impegno sociale, ma è da sottolineare che, nell’album Pursuance: The Coltranes, il suo sentito omaggio a John e Alice Coltrane, compare anche l’attivista e scrittrice Angela Davis.