Ieri, domenica 22, il teatro di Città Alta ha aperto il sipario su La Donna è Mobile, di Simona Molinari. La cantautrice pop-jazz, con diversi album all’attivo e collaborazioni con artisti come Al Jarreau, Gilberto Gil, Andrea Bocelli e Ornella Vanoni, ha portato a Bergamo il suo nuovo spettacolo. Accanto a lei, una formazione tutta al femminile: la sassofonista e flautista Chiara Lucchini, la pianista Sade Mangiaracina, la bassista Elisabetta Pasquale e la batterista Francesca Remigi.
La donna è mobile: Simona Molinari e la storia delle donne attraverso la musica
Il riferimento all’iconica aria del Rigoletto parla chiaro. Lo spettacolo, infatti, scritto da Simona Molinari e Simona Orlando, è un inno alla versatilità, alla forza e della libertà espressiva delle donne, raccontata attraverso la musica e le sue infinite sfumature.
Autrici, interpreti, performer e attrici: tutte straordinarie artiste, veicolo di emozioni ma spesso surclassate e sottomesse da un sistema che, dentro e fuori dalla famiglia, le annichiliva o si impossessava del frutto del loro talento. Ogni titolo scelto è una vicenda ancora sconosciuta ai più, ogni interpretazione uno spiraglio per capire una realtà che è cambiata ancora troppo poco, per tutte quelle donne definite “scomode” ancora oggi.
Il repertorio è eclettico: dalla lirica alla musica contemporanea, da Lucio Dalla a brani tradizionali, dalle atmosfere di Milly e Jesus Christ Superstar fino all’energia di Billie Eilish. Ugualmente vari sono i registri espressivi che la cantante, che è anche voce narrante, impiega: dall’ironia a toni sempre più intensi e riflessivi, toccando anche picchi commoventi.

In Sala Piatti Norma Winstone e Kit Downes, un duo nato per caso
A concludere la rassegna Jazz in Città, presso la location storica di Sala Piatti, sempre in Città Alta, un duo nato quasi per caso: Downes sostituì in un’occasione la pianista abituale di Winstone e l’immediata intesa musicale tra i due portò al disco che hanno presentato anche ieri a Bergamo.
Norma Winstone, una delle più raffinate e versatili voci britanniche del jazz, esponente del movimento d’avanguardia, ha sviluppato un peculiare approccio all’improvvisazione senza parole. Ad accompagnarla al piano c’era Kit Downes, celebrato dalla critica per i suoi album ECM Obsidian, Dreamlife of Debris e Vermillion.
Ieri hanno intrattenuto una Sala Piatti gremita, anche di gente in piedi, con diversi brani dal disco Outpost of Dreams (ECM, 2024), dove Winstone interpreta composizioni originali di Downes, di Carla Bley, Ralph Towner e John Taylor, oltre a canzoni tradizionali riviste in chiave personale.





