biancoNERO all’Atelier 3 + 10

Maestri e giovani

Più di quaranta artisti partecipano a questa mostra di incisioni. Ad Atelier 3 + 10 si inaugura un’esposizione ricca e suggestiva in un aperto e costruttivo confronto tra maestri e giovani studenti dell’Accademia di belle arti che ancora credono nelle potenzialità espressive di tale tecnica.

Non credo che organizzare una mostra di acqueforti, acquetinte, puntesecche, con tecnica a bulino o xilografie, sempre rientranti nel grande serbatoio del mondo dell’incisione, possa equivalere ancora a realizzare una mostra di nicchia. Che lo sia o meno, credo, invece, che questa iniziativa possa comunque rappresentare qualcosa oggi di fondamentale e necessario. Tale rassegna che conta più di quaranta adesioni, tutte di notevole rilievo, da quella dei maestri collaudati del settore, ai più giovani che nelle aule delle accademie si sono avvicinati con entusiasmo e con esiti di tutto riguardo a queste antiche tecniche, resta la dimostrazione tangibile di un dovuto tributo a un’arte che può sempre dire e comunicare molto. Altro che “ramo secco delle accademie” come qualche anno fa la apostrofò uno storico dell’arte appiattito su un concetto del contemporaneo alquanto soggettivo e che ora già non ha più riscontro ed è, a sua volta come avviene in tali logiche, superato.

La raccolta che presentiamo è sicuramente assai ricca e sfaccettata e non può che confermare, in tal senso, le attese. Da quando l’opera d’arte è diventata riproducibile, o meglio da quando Walter Benjamin scrisse il suo saggio “l’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, sicuramente qualcosa è cambiato per questa arte, caduta via via, nel XX secolo, un po’ nel dimenticatoio, così come è stata fraintesa e confusa genericamente con altre tecniche che ben più riproducibili sono e rientrano nel calderone più vasto e intricato della grafica. Offrire pertanto uno spunto di maggiore riflessione, comprensione e distinzione per un’arte antica e contemporanea allo stesso tempo come tutte le altre arti d’altronde, e sicuramente attuale come l’incisione, ci è parso necessario per restituirne le potenzialità e l’autenticità che effettivamente a un occhio profano possono pure sfuggire.

Con biancoNERO si è voluto rendere omaggio a Giorgio Trentin, storico dell’incisione, recentemente scomparso, già Segretario della Fondazione Bevilacqua la Masa che ha dedicato a quest’arte la sua esistenza, fondando a Venezia nel 1953, probabilmente a seguito dell’incontro parigino con Henri Focillon, l’Associazione degli Incisori Veneti, dando vita alle storiche Biennali di Incisione e mettendo assieme una notevole collezione di opere di questo genere di noti autori nazionali e internazionali da pochi giorni donata, dal direttivo della disciolta associazione che Trentin presiedeva, all’Accademia di belle arti di Venezia. Il mondo dell’incisione ha un suo quid: per chi non la pratica e per chi non la studia adeguatamente, risulta facile confonderla con un disegno o addirittura con la fotografia. Ma è proprio l’approccio tecnico che determina la differenza a partire dallo stesso primo segno inciso nella lastra riflettente dello zinco o di rame che non transige sugli errori o gli eventuali pentimenti. In particolare nel caso della calcografia sei tu e il tuo specchio: un’analisi o autoanalisi da cui non puoi sottrarti in un rapporto di consapevolezza e di meditazione che ti consente di raggiungere un risultato, mediato da ulteriori passaggi che non possono che definirsi alchemici.

Per tali motivi si è voluto, almeno in questa prima occasione, aderire il più possibile all’”ortodossia” del bianco e del nero, così come a volte si fotografa ricorrendo a questa rigorosa dicotomia, così come la indicava e alla quale voleva attenersi lo stesso Giorgio Trentin. Una contrapposizione che con il senno di poi ci pare illuminante quale minimalista azzeramento per ricominciare dai valori puri ed essenziali, a volte trasgrediti, dell’arte. Segno, luce, ombra, chiaroscuro, valori terminologici non trascurabili sui quali si torna a meditare per ritornare a quell’armonia compositiva necessaria che non può essere casuale ma meditata e preventivata nei vari passaggi di fase e di stato. L’opera d’arte incisa, alla fine, non è mai così riproducibile e se limitata numericamente, assume pertanto valore di opera d’arte tout court in cui anche gli stessi passaggi di stampa vanno sempre direttamente verificati e controllati.

Per meglio comprenderne la realizzazione abbiamo deciso di dare seguito a questa rassegna con una performance in cui Gianfranco Quaresimin, già docente di Tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Venezia, come Giuseppe Fantinato, ora entrambi docenti presso la scuola Lorenzo Lotto di Mirano, illustrerà ai presenti le diverse fasi fino alla definitiva stampa al torchio di Atelier 3 + 10 che così verrà per l’occasione inaugurato. Come dicevamo varie le presenze che comprendono opere di personaggi storici e fondamentali come Mario Abis, Gino Di Pieri, Giuseppe Fantinato, Franco Dugo, Mario Guadagnino, Cesco Magnolato, Gianfranco Quaresimin assieme ad Hany Alashker (presente nel Padiglione egiziano della Biennale 2015), Agato Bruno, Franco Renzulli, Luigi Voltolina assieme ai più giovani Roger Benetti, Andrés David Carrara, Lara Costa, Alvise Guadagnino, Ulderico Manani, Octavian Micleusanu, Nirjan.

La mostra si conclude con la partecipazione di alcune rappresentative scuole di incisione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia tuttora attive con le selezioni indicate dai loro docenti quali Jacopo Abis, Alberto Balletti, Paolo Fraternali e Stefano Mancini. Abis, Balletti e Mancini partecipano con delle loro opere presentate assieme a quelle degli studenti. biancoNERO come il respiro nelle sue fasi di ispirazione ed espirazione, ossigenazione e purificazione attivo nel prana, utile per ripartire nel riconsiderare un’arte e una tecnica tradizionale. Tutte le arti che si rispettino, in quanto tali, non muoiono mai, e nella ripresa costante consentono infinite e qualificanti variazioni di particolari in un’assunzione controllata e consapevole del fare.

biancoNERO si inaugura sabato 5 dicembre 2015 alle h. 17.00.
Dal 5 al 26 dicembre 2016, presso Atelier 3 + 10, Associazione Culturale Internazionale, via Cappelletto, 20 Mestre, da lunedì a venerdì 10.00 – 17.00, sabato e domenica su appuntamento (cell. 3280496104 chiedere di Marija).
Partecipano alla rassegna: Jacopo Abis, Mario Abis, Hany Alashker, Alberto Balletti, Eugenio Belgrado, Roger Benetti, Gennaro Bisogno, Ana Brumat, Agato Bruno, Andrés David Carrara, Maddalena Checchin, Lara Costa, Franco Dugo, Giuseppe Fantinato, Alvise Guadagnino, Mario Guadagnino, Sara Gurizzan, Cristan Sinzar Hafner, Wang Jue, Anna Lazzarini, Justine Luce, Cesco Magnolato, Ulderico Manani, Stefano Mancini, Leonardo Marenghi, Octavian Micleusanu, Giacomo Modolo, Valeri Merl, Veronica Merlo, Nirjan, Gino Di Pieri, Jacopo Pagin, Raniero Piccoli, Ylenia Piat, Gianfranco Quaresimin, Franco Renzulli, Gianluca Rossitto, Max Riedl, Caterina Tomaello Salvi, Lara Scarpa, Lisa Stefani, Marco Trentin, Zeng Tianning, Luigi Voltolina, Yang Yu.