Biennale di Venezia, Christiane Jatahy e Samira Elagoz vincono i Leoni per il Teatro

Va all’autrice, regista teatrale e filmmaker brasiliana Christiane Jatahy il Leone d’oro alla carriera per il Teatro della Biennale di Venezia. Ad aggiudicarsi il Leone d’argento, dedicato alle promesse del teatro, è invece Samira Elagoz, filmmaker e performer dalle origini egiziane e finlandesi. 

I Leoni sono stati proposti dai direttori del settore Teatro Stefano Ricci e Gianni Forte e approvati dal consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia. La premiazione si svolgerà nel corso del 50. Festival Internazionale del Teatro che si terrà dal 24 giugno al 3 luglio 2022 a Venezia.

Christiane Jatahy

“Impietosa e acuta osservatrice della violenta crudeltà del nostro mondo”, così Stefano Ricci e Gianni Forte descrivono Christiane Jatahy, in grado di unire “la forza radicale della sua dimensione poetica con il contrappunto di un mordace pensiero politico”. Christiane Jatahy abroga le regole della rappresentazione, focalizzandosi sull’esplorazione delle zone di confine tra le diverse discipline artistiche.

La regista brasiliana arriva per la prima volta in Italia alla Biennale Teatro nel 2015, con una personalissima versione del classico strindberghiano “La signorina Giulia”, trasportato dalla società nordeuropea puritana e classista di fine 800 al Brasile di oggi con un linguaggio che fa coesistere cinema e teatro in unico spazio. L’anno dopo arriva la riscrittura di un altro grande classico, “Le tre sorelle” di Anton Čechov. Ora c’è grande attesa per la novità che verrà presentata al 50. Festival Internazionale del Teatro.

È la prima volta alla Biennale Teatro, invece, per Samira Elagoz. L’artista ha portato la sua ultima creazione “Seek Bromance”, la storia di una relazione fra persone transgender ambientata nella fine del mondo. Secondo i direttori del settore Teatro, Samira Elagoz indaga “sugli effetti dell’amore, del gender, della femminilità, del desiderio, del suo conseguente annichilimento e dei sotterranei brutali giochi di potere”.