martedì, Agosto 11, 2026
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La Bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani a Palazzo Fortuny

Le opere della famiglia in mostra a Venezia

Cadorin fortuny venezia

Accade che un ragazzino francese vagante lungo le strade venete, incappato tra le pareti della prigione dei minorenni dell’ex antico ospedale degli Incurabili in Venezia ci narrasse con stile soft e commosso la felice epopea della famiglia dei Cadorin scesa a illuminare Venezia dopo il firmamento del Vecellio e lo strepito risorgimentale delle armi da parte del Calvi dagli irrequieti borghi del Cadore: l’avventuroso preadolescente Jean Clair asceso poi all’alto incarico di Conservatore dei Musei di Francia, confidente di Mitterand e già presidente della Biennale d’Arte di Venezia.

Ma le sorprese del personaggio Clair non finiscono qui: pochi anni dopo l’episodio della prigione, si trovava nuovamente a Venezia mentre era intento a stendere degli appunti. Gli si avvicinò un “uomo maturo di bell’aspetto” presentandosi come Guido Cadorin, pittore. Guido capì al volo la situazione del giovane, avido di novità artistiche ma depauperato di mezzi. Lo rifocillò ospitandolo pure nel suo studio di palazzo Briati. Così iniziò l’intensa amicizia con il più noto dei Cadorin, uno dei protagonisti della rinascita dell’affresco in Italia.

Anche sulla spinta di Clair a Palazzo Fortuny il 26 novembre 2016 sino al 27 marzo 2017 si inaugura la Mostra intitolata “La Bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani”. Un omaggio a questa dinastia di artisti presenti da più di trecento anni nella Serenissima. In una città come Venezia l’attività dell’artigianato e quella dell’artista si confondono e si finisce per trovare oziosa la divisione e superflua la ricerca del confine fra artigianato e arte pura.

Le botteghe veneziane del primo Rinascimento erano centri di creatività artistiche. I maestri vetrai delle officine muranesi, ad esempio, sapevano trarre dal vetro incandescente, soffiato da robusti polmoni, leggeri e preziosi ricami di vetro: sabbia, silice, fuoco, prometeiche fusioni di fiori cui mancava solo il profumo. Le ampie vetrate dei palazzi patrizi si spalancavano specchiandosi nel Canal Grande inondalo di luce e lasciando intravvedere soffitti a cassettoni dipinti, preziosi arazzi orientali alternati a preziose tele, frutto delle numerose botteghe in cui i grandi artisti ammaestravano le giovani leve.

La famiglia Cadorin è uno straordinario esempio di una sinestesia di arte, architettura, musica, fotografia, detentrice di un patrimonio culturale di cui periodicamente la Fondazione Musei Civici veneziani ci offre un esemplare. Nella Mostra di Fortuny vi si ammirano sculture, disegni, bozzetti, dipinti e fotografie che documentano un attivo mondo intellettuale veneziano tra la fine dell’800 e il secolo successivo. I Cadorin sono una grande famiglia unita dalla passione per l’arte.

Le sale di Palazzo Fortuny ne celebrano l’ispirata preziosissima attività artistica: mosaici, sculture in legno, fiorerie liberty, gessi, terracotte, vari strumenti che esaltano la perizia tecnica di Vincenzo Cadorin assieme ai figli Guido e Ettore. Nelle foto di Augusto si rivelano come un documentario cinematografico spazzi di vita veneziana cosmopolita, ospite di imperatori e regnanti, unica al mondo per bellezza e storia. Si ammirano le tele di Ida Barbarigo dalla lievità sognante, i tocchi tragici delle visioni di Zoran Music, le sculture lignee di Ettore dai leggendari ricami che richiamano la forza cosmica della sua terra. Si assapora la sinfonia di un realismo trasfigurato dell’arte e della fede dei grandi Ettore e Guido.

La Bottega Cadorin. Una dinastia di artisti veneziani

dal 26 novembre 2016 al 27 marzo 2017

Venezia, Palazzo Fortuny

Info: http://fortuny.visitmuve.it

Ha collaborato Giacomo Botteri