Le “lavandaie” o Squadra Speciale F di Via Canton del Follo numero 10* sono la prima task force speciale composta da poliziotte donne: Febe Marzola, Lila Introini, Nausica Esposito, Miranda Ascani, Viola Conti e (dalla commissaria) Emma Mastrangeli.
Sono stati la vicequestore Vittoria Monaldi e il PM Rosario Di Nola a intraprendere una sfida e un’innovazione nel panorama internazionale per combattere i Femminicidi, riaprire casi irrisolti e archiviati dando priorità a casi nuovi di violenze e omicidi. Ogni membro della squadra ha carattere e competenza; e insieme hanno un anno di tempo per dimostrare che le risorse impiegate per loro non sono state sprecate.


Mentre hanno appena aperto i faldoni in archivio per cercare il primo “cold case” da studiare, le poliziotte si ritrovano a dover far luce sull’omicidio di Marina Palazzi, proprietaria di un’osteria del centro. Le indagini sono subito una prova del fuoco per le “lavandaie” che si scontrano con un sistema di un oltraggioso potere invisibile da smantellare. Non sarà facile, ma grazie all’arguzia e impulsività di Emma Mastrangeli, che si porta dietro un bagaglio pesante di dolore, la squadra speciale F lavorerà fuori dagli schemi, camminando spesso sul ghiaccio sottile, sostenuta anche da un reparto scientifico guidato dal teatrale e sopra le righe ispettore Gabriele Giatti.



Voce narrante innovativa e accogliente di questo intrigante romanzo è la città di Ferrara “Nell’alternarsi delle epoche, tra le mie mura e soprattutto al potere, uomini di quello stampo se ne sono visti a migliaia. Una squadra di agenti donne che si occupa di dare giustizia alle donne, invece, non si era vista mai. Né qui, né altrove. Lasciatemi crogiolare nel vanto di essere la prima città che accoglie una squadra speciale così… speciale.”
Oggi non è facile affermarsi nel panorama editoriale, soprattutto in un genere, quello del noir, che riempie gli scaffali delle librerie. E per l’autrice Grazia Scanavini questo è un debutto.

Classe ’73, di Ferrara, Grazia Scanavini ha scritto la sua opera prima costruendo la storia attraverso i suoi studi e approfondimenti sulle Scienze Umane e sulle dinamiche di genere.
Burattinai è un noir con intrecci investigativi ben congegnati, narrati con una tensione progressiva davvero notevole; ma oltre a questo che appassiona e cattura il lettore, ci sono anche: la profondità di riflessioni sulla società e sulla violenza genere, argomentate con intelligenza e sensibilità; e il tratteggio delle protagoniste, con il loro passato e presente, e degli altri personaggi, che dà sostanza realistica che avvicina con empatia il lettore.

Burattinai di Grazia Scanavini quindi non solo si afferma ma si impone perché è un romanzo coinvolgente ed estremamente attuale.


*“All’inizio del 1330 quella zona era chiamata Canton del Follo, perché giù in fondo alla via c’era un pozzo e c’era una fabbrica artigianale di broccati e seta, che utilizzava la cisterna per lavare la lana grezza, follare i panni, e cioè battere e infeltrire la lana fino a renderla compatta. Prima che lo smantellassero e ci costruissero la caserma militare, c’era un convento. E la strada, prima, si chiamava pure Dio ti salvi… poi ha preso il nome via Cisterna del Follo.”
“Da suore a lavandaie, è stato n’attimo, insomma!”

Grazia Scanavini, Burattinai, 2026, Salani Editore, Pagine: 496, 18€