“Cafarnao – Caos e Miracoli” di Nadine Labaki
Ci sono film che ti catturano e ti restano nel cuore dopo averti colpito, molto forte, in quella parte dello stomaco che sembra prendere vita solo quando le emozioni sono travolgenti. Sono i film più difficili da raccontare, perché ogni volta che riguardi o che ripensi alle scene, ti accorgi che c’è sempre qualche dialogo, qualche sfumatura che ti erano sfuggiti.
Cafarnao – Caos e Miracoli, è uno di quei film. Si può partire dalla storia del piccolo Zain, un invisibile, sans papier li chiamano in Francia: senza documenti. Chi sei, infatti se niente può provare che esisti? Sei un bambino che vive in una famiglia così disperata che i tuoi genitori hanno venduto la tua sorellina undicenne in cambio dell’affitto di casa. Sei un bambino accusato di aver accoltellato un uomo, che – è l’inizio di Cafarnao, ovvero caos, ammasso di cose disparate – decidi di denunciare i tuoi genitori perché ti hanno messo al mondo, già sapendo che non avrebbero potuto prendersi cura di te e che saresti diventato un altro disperato senza identità nella baraccopoli dei disperati di Beirut.
Potrebbe essere ambientato ovunque Cafarnao, in qualsiasi parte del mondo in cui i bambini vivono in strada, senza niente, e legalmente non esistono, quindi non hanno diritti Questo li mette al centro di un sistema di sfruttamento che approfitta della loro non-esistenza per la società; ma non basta, perché le famiglie non sono in grado di seguirli e quindi la morte per malnutrizione o abbandono è sempre in agguato.
Però, almeno al cinema, i miracoli esistono, e Nadine Labaki fa accadere un miracolo nella vita di Zain (e anche nella vita reale di tutti i protagonisti, la cui condizione è stata legalizzata in Libano, dopo varie traversie proprio durante la lavorazione del film). Questo tuttavia non cambia l’obiettivo di Cafarnao: quello di di utilizzare il cinema per costringerci a porci delle domande, e possibilmente a dare risposte, cercando di evitare i pericoli veri di un mondo in crisi: il silenzio e l’indifferenza.
Nadine Labaki ha impiegato 3 anni per le ricerche necessarie per raccontare una storia complessa in cui si stratificano così tanti elementi – migranti, abbandono, infanzia trascurata e maltrattata, confini, guerre, sfruttamento – e ha deciso di girare per oltre sei mesi con più di 520 ore di materiale, in zone in cui drammi come quello di Zain, Rahil e Yonas sono purtroppo parte della vita quotidiana.
Ma Cafarnao è, anche, pieno di straordinari momenti in cui l’innato senso dell’umorismo di Zain riesce a farci perfino sorridere di fronte alla sua capacità di arrangiarsi per sopravvivere e far sopravvivere il piccolo Yonas.
Premio della Giuria a Cannes 2018, candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero, Cafarnao è un film commovente e struggente, con una straordinaria forza narrativa, che non scivola mai nella retorica e segna un capitolo fondamentale nella filmografia della regista libanese.
Semplicemente: molto bello.
Titolo originale: Capharnaüm
Nazione: Libano, U.S.A.Anno: 2019
Durata 123’
Regia: Nadine Labaki
Cast: Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Boluwatife Treasure Bankole, Kawthar Al Haddad, Fadi Youssef, Treasure Bankole, Nadine Labaki, Yordanos Shiferaw
Sito Ufficiale: https://sonyclassics.com/capernaum/
Sito ufficiale italiano: http://www.cafarnaoilfilm.it/
Facebook: https://www.facebook.com/CafarnaoIlFilm/
Distrubuzione: Lucky Red
Data di uscita: 11 Aprile 2019 (cinema)