Un bio-chip impiantato regola i ricordi e sopprime le emozioni, mentre l’ipnoterapia è proibita. In segreto, Taha consulta un ipnoterapeuta: un fabbricante di pathos che, attraverso la poesia, forgia per i suoi assistiti emozioni a loro precluse. Sotto ipnosi, Taha attraversa una foresta e si ritrova davanti a una casa senza elettricità, infestata dagli insetti e spiata da un vicino curioso e taciturno. All’interno, un uomo e due donne stanno preparando un attentato suicida. La donna prescelta per trasportare l’ordigno è incinta. Il capo ha decretato che un feto al di sotto di tre mesi non possiede un’anima. Sebbene annebbiato dalle pastiglie allucinogene, Taha comprende che il feto è egli stesso. Un’incursione della polizia; sua madre si dà alle fiamme.