«È questo il punto, chi ha colpito è sparito senza lasciare la minima traccia.»
«Come la grandine.»
«Ecco, sì, come la grandine, che prima distrugge e dopo sparisce, sciogliendosi.»

È ormai un anno che la bellissima – “ma più intelligente che simpatica e più simpatica che bella” (e abbiamo detto tutto) – Costanza Confalonieri Bonnet è vice questore a Rimini.

Ha affrontato già tre stagioni nella città amata da, e dove tutto ricorda, Fellini; è ora arrivato l’autunno con i festeggiamenti per i cento anni dalla nascita del Regista, Rimini è pronta per accogliere un evento internazionale e memorabile.
Le descrizioni di sfarzo e la lista delle celebrità cedono le prime pagine dei giornali alla cronaca di due casi: un brutale omicidio e, nella sezione locale, quello che sembra un incidente, tragico, ma solo un incidente. Sembra.

Costanza Confalonieri Bonnet, con la sua squadra – l’ispettore latinista Orlando (Seneca) Appicciafuoco, l’assai meno intellettuale, ma concreto e spiccio, vice sovrintendente Emerson Leichen Palmer Balducci e l’agente scelto nonché nerd, la bergamasca (della città bassa) Cecilia Cortellesi – inizia a sbrogliare i bandoli delle matasse e il filo che trova percorre strade molto pericolose.

Come la grandine è il nuovo romanzo giallo scritto da Gino Vignali, fondatore di Smemoranda e del cabaret Zelig insieme a Michele Mozzati.
Non delude nemmeno questa volta!

Prima di tutto perché il finale lascia ben sperare che l’autore possa continuare a costruire nuovi casi appassionanti per la Squadra Mobile della Questura di Rimini.
E noi gliene saremmo grati, perché, secondo appunto, o ex aequo con il primo, Gino Vignali è un narratore che invoglia il lettore a leggere, a divorare con curiosità non solo il caso giallo, sempre ben architettato, ma anche ad affezionarsi ai personaggi che veste con personalità altisonanti, divertenti, umane nei loro difetti, e nei loro deliziosi stereotipi (come il sindaco di sinistra).

Come la grandine si legge, come i suoi romanzi precedenti, tutto d’un fiato.
Si parte dal cinema, da Hollywood e si arriva a Giulio Cesare (si quello delle Idi di Marzo).

Scorrevole, ironico, avvincente.

Insomma, correte in libreria!