Non c’è Capodanno senza musica! Il Teatro Verdi di Padova ospita il 1 gennaio il consueto Concerto di Capodanno che vede impegnati il soprano georgiano Salome Jicia e il tenore Giordano Lucà. Ad accompagnarli l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta dal Maestro Francesco Ivan Ciampa.

Il programma mescola la tradizione viennese e brani d’opera. Di Johann Strauss jr. ascoltiamo l’Ouverture della Fledermaus, il Kaiser-Walzer, la Pizzicato Polka e l’immancabile An der schönen blauen Donau. A ricordarci le festività natalizie appena passate, quando cigni e schiaccianoci si moltiplicano nei teatri italiani e internazionali, il Valzer dei fiori di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Dopo l’Inno alla luna da Rusalka di Dvořák, Salome Jicia affronta pagine dal repertorio operistico italiano. “Mi chiamano Mimì” precede “Bel raggio lusinghier” dalla Semiramide rossiniana, risolta con discreta agilità nella coloratura, così come il bolero di Elena “Mercé, dilette amiche” da I vespri siciliani di Verdi. Dimostrandosi più portata per la coloratura che per il lirismo pucciniano, Jicia possiede margini di miglioramento soprattutto nel registro acuto.

Giordano Lucà sostituisce all’ultimo il tenore Paolo Fanale. “Una furtiva lagrima” da L’elisir d’amore di Donizetti rivela la natura nasale dell’acuto, spesso spinto. “Che gelida manina” e “La donna è mobile” lasciano il posto a una vocalità piena in “Salut, demeure chaste et pure” dal Faust di Gounod. Apprezzabile lo sforzo di confrontarsi con i cavalli di battaglia dei tenori più famosi, ma Lucà deve ancora lavorare molto su interpretazione e senso del cantato.

I duetti “Una parola, Adina”, “O soave fanciulla” e “Signor né principe” completano il lungo programma, durato due ore e un quarto.

Francesco Ivan Ciampa esalta con gusto e giusto brio i valzer straussiani e segue con viva partecipazione i cantanti. L’Orchestra di Padova e del Veneto risponde attenta, ma le percussioni mancano di personalità in brani come l’ouverture e il Kaiser-Walzer dove il loro apporto è fondamentale.

Fuori programma Jicia propone “O mio babbino caro”, sbagliandone vistosamente il testo, mentre Lucà conquista tutti con “Nessun dorma”. Il Brindisi dalla Traviata e la Marcia di Radetzky, con tanto di battimani su entrambi, suggellano in allegria questo ideale incontro Austria-Italia.

Il pubblico numeroso accoglie calorosamente gli interpreti e al termine brinda al Capodanno nel foyer.

LB