Per il belga Joachime Lafosse, regista di Continuer (Keep Going) nella sezione delle Giornate degli Autori, il ritorno a Venezia deve suscitare un bel po’ di bei ricordi, dato che nell’ormai lontano 2006 si trovava in concorso alla prestigiosa kermesse con la sua opera seconda (era il drammatico Proprietà Privata) al fianco di due signori che rispondono al nome di Jia Zhanke e Brian De Palma, giusto per fare un paio di nomi. Presentandosi questa volta (ironia della sorte) come uno dei nomi più importanti tra i registi della sua sezione, Lafosse mette su pellicola il romanzo dello scrittore francese Laurent Mauvignier Continuer, originale storia di un complesso rapporto madre-figlio spalmata su un altrettanto inedito racconto di viaggio. Protagonista della pellicola è infatti Sybille (Virginie Efira) madre single a un nonnulla da una crisi di nervi, la cui vita è resa solo più complessa dal comportamento incontrollato del figlio adolescente Samuel.

Invece di portarlo a fare una salutare passeggiata in montagna o un tranquillo weekend al mare, Sybille decide di strappare il figlio a uno stile di vita distruttivo portandolo di con sé in un viaggio in una destinazione che definire poco battuta sarebbe riduttivo: le regioni rurali del Kirghizistan. Una serie inevitabile di avversità e una convivenza forzata cambierà per sempre i due protagonisti e il rapporto fra loro. La trama non potrebbe essere più classica, e il rischio era inevitabilmente quello di cadere nei più scontati dei clichée. Lafosse tuttavia decide di raccontare il rapporto tra Sybille e Samuel nel meno convenzionale dei modi, con un conflitto tra genitore e figlio che rasenta la violenza fisica, palpabile, che il regista immerge nelle surreali valli kirghize, tanto belle quanto desolate. Lafosse gioca insomma con il rumore, il chiasso del personaggio di Samuel e col silenzio delle montagne in cui lo porta la madre, in una sorta di doccia fredda che lo cambierà per sempre.

Valore aggiunto alla pellicola è sicuramente la performance al limite del realismo di Virginie Efira (che ha preso parte al progetto dopo aver letto il romanzo e anche per mettersi immergersi nei luoghi del libro, quasi a scopo terapeutico). Dal punto di vista tecnico poi, Lafosse gioca con maestria col paesaggio, con la luce che cambia, coi colori diversi (ma tutti sui toni freddi) delle valli kirghize, su cui fa stagliare cavalli stanchissimi e protagonisti ancora più provati. In certi punti sembra addiritura prendere in prestito inquadrature e soluzioni visive al western per ritrarre due personaggi ora in lotta tra di loro, ora più vicini che mai. Ancora in attesa di una data di lancio, Continuer, che nulla invidia ad alcune pellicole presentate nel concorso ufficiale della mostra, ha tutte le carte in regola per avere un buon successo anche in sala.