Nafisa vive con la sua famiglia in un villaggio di coltivatori di cotone del Sudan. È cresciuta sotto lo sguardo severo e coi racconti di sua nonna Al-Sit, la matriarca della comunità, che in passato aveva lottato contro i colonizzatori britannici, ed è una ragazza sveglia e indipendente che si sta affacciando all’età adulta.

Quando nel villaggio arriva un giovane uomo d’affari per tentare di vendere semi di cotone geneticamente modificati Nafisa, nonostante i suoi genitori e il resto della comunità siano affascinati dal cambiamento, vi si oppone, dimostrando di avere un animo simile a quello di Al-Sit.

Questa la storia che la regista sudanese di origini russe Suzannah Mirghani porta alla Settimana Internazionale della Criticacon Cotton Queen, che segna il suo esordio dietro la macchina da presa.

Cotton Queen è un coming of age che racconta il delicato passaggio all’età adulta di una ragazza che combatte per avere il suo spazio all’interno di una comunità che non sempre sembra capirla, a cominciare dai suoi familiari. Ma Cotton Queen è anche un film che riflette sul colonialismo, la decolonizzazione e la storia di un Paese scisso tra l’accettazione del progresso e il desiderio di restare ancorato alla propria cultura e tradizioni. Nafisa incarna al meglio questa scissione, nella sua costante ricerca di una libertà vera, di un’affermazione personale, ed è soprattutto tramite il confronto con la nonna Al-Sit che, alla fine, la ragazza riesce a trovare una dimensione grazie alla quale autodeterminarsi.

Mirghani predilige una regia che si prende i suoi tempi, quasi a seguire quelli della natura, che si sofferma sui momenti della quotidianità di Nafisa all’interno del villaggio e che racconta con attenzione gli spazi entro i quali questa storia si svolge. Quello di Mirghani è un film d’esordio interessante, che trova la sua dimensione e ben si inserisce nel sempre più ricco panorama di opere di giovani registi africani che raccontano e analizzano il difficile processo di decolonizzazione e riaffermazione della propria identità.