“Couture” di Alice Winocour

Couture è un racconto al femminile ambientato nel mondo dell’alta moda: le protagoniste e le loro storie difficili, toccanti, umane, come fili, si intrecciano per poi proseguire in autonomia, in un sistema che altro non è che una metafora più ampia  della vita stessa.

La regista Alice Winocour narra i vissuti di molte donne diverse: a volte più approfonditamente, altre con un accenno, sufficiente, però, per comprendere pienamente la persona.

Non ci sono mai eccessi, ma sempre un’apparente freddezza, in realtà una lente necessaria per guardare alle situazioni con lucidità.

Dinnanzi alla storia di Maxine (Angelina Jolie), regista statunitense a Parigi per un video horror pensato per aprire una sfilata di haute-couture, lo spettatore reagisce con empatia ma senza essere obbligato ad emozionarsi. Lo stesso vale per Ada, Christine e tutte le altre ragazze che si incontrano lungo l’opera.

Di Eden, figlia di Maxine, nonostante si senta solo la voce al telefono, si ha la percezione di conoscere il vissuto, il carattere.

La coesistenza di voci individuali ben marcate sfocia in un quadro estremamente verosimile.

La costruzione messa in scena da Alice Winocour è un puzzle che contribuisce a delineare un’immagine di donna contemporanea universale.

Nel film, gli uomini – pur avendo dei ruoli secondari – sono compagni d’avventura: che sia un amante, un medico o un collega, c’è rispetto, parità di genere. La recitazione adottata da Vincent Lindon e Louis Garrel è contenuta, come a voler lasciare la ribalta alle protagoniste femminili.

Il tema della malattia è affrontato senza retorica, con realismo, anche grazie all’eccellente interpretazione di Angelina Jolie, che riesce a muoversi con destrezza tra un’ampia gamma di emozioni, senza mai essere sopra le righe.

L’obiettivo di Couture è parlare della società nella maniera più completa possibile, caratteristica che lo rende indicato per cineforum e dibattiti, soprattutto in contesti come Ottobre Rosa, mese mondiale dedicato alla prevenzione del tumore al seno. 

Dal punto di vista tecnico, la fotografia elegante e raffinata contribuisce a creare l’atmosfera intima del film, l’uso di luci prevalentemente fredde evidenzia lo stato d’animo sospeso e l’ansia delle protagoniste.

La pellicola, grazie all’impianto composito che la caratterizza, è elevata dalla moltitudine di rappresentazioni dell’animo umano, dall’altra parte, però, il non scavare a fondo nei vissuti di tutti i personaggi potrebbe sfociare in una mancanza di radici.