C’è un qualcosa di struggente nel dramma di Curon, paese sommerso in nome del progresso, con la costruzione di una diga che ha inondato il vecchio villaggio. C’è qualcosa di laico nel misticismo del campanile della chiesa che emerge con un silenzio che tormenta ed evoca un passato che non va dimenticato. Marco Balzano con il romanzo Io resto qui (ed. Einaudi 2018) ha restituito vita a quella storia e all’identità dei suoi cittadini.

E Curon è ora protagonista di una Serie Tv su Netflix prodotta da Indiana Production, scritta da Ivano Fachin, Giovanni Galassi,  Tommaso Matano per la regia di Fabio Mollo, Lyda Patitucci.
Le riprese di Curon si sono svolte principalmente in Alto Adige lo scorso inverno nell’arco di tre mesi (la troupe ha allestito il set a Bolzano, soprattutto in Val Venosta tra Curon e Malles, ma anche sul Lago di Caldaro e a San Felice) grazie anche al sostegno di IDM Film Fund & Commission, e in Trentino.

La serie ha per protagonista Anna, appena tornata a Curon, sua città natale, insieme ai suoi gemelli adolescenti, Mauro e Daria.
Quando Anna scompare misteriosamente, i ragazzi dovranno intraprendere un viaggio che li porterà a svelare i segreti che si celano dietro l’apparente tranquillità della cittadina e a trovarsi faccia a faccia con un lato della loro famiglia che non avevano mai visto prima.  Scopriranno che si può scappare dal proprio passato ma non da se stessi, soprattutto dalla parte oscura.

L’intento della serie è proporre un genere nostrano con una trama soprannaturale a forti tinte thriller. Il problema principale è che l’oscuro tanto ricercato trascolora in tonalità anonime. Apprezziamo lo sforzo di innovazione, il voler raccontare un supernatural drama che fonde mistero, leggenda e realtà.
Ma fin dai primi episodi a parte il suggestivo Lago di Resia da cui emerge il campanile, che dà atmosfera e una scenografia unica, il resto non sta in piedi per una debolezza narrativa, che non riesce a imprimere tensione.

Bravissimi i giovani attori, che sanno stare al gioco di un copione che spesso non regge, stride, ma soprattutto non sa stare al passo con un genere che all’estero la fa da padrone.

Dal 10 giugno Netflix rilascia gli episodi di Curon.

Abbiamo visto i primi 7 episodi in anteprima, ripetiamo, ammirando il panorama (ritratto bene dai registi) e giovani attori (Anna Ferzetti meravigliosa e sprecata), con un ottimo futuro davanti, e con dispiacere siamo rimasti delusi dall’incertezza di una trama che non riesce ad appassionare né convincere.