Maria (Stefania Casini) e Luigi (Antonio Piovanelli): una coppia di vivaci toscani, attempati ma ancora saldi e uniti, il cui grande amore si riflette in Dafne (Carolina Raspanti), loro unica figlia, una trentenne loquace, diretta, spiritosa, volitiva, che vive con loro e lavora alla Coop. Una tragedia improvvisa: la madre muore, proprio l’ultimo giorno delle vacanze al mare, ultimo momento di serenità.

Dafne e il padre, dopo i primi momenti di smarrimento e dolore, seppur confortati da affetto e stima di tanti parenti, amici e colleghi, riprendono la routine quotidiana. I due inevitabilmente soli nella casa dove un posto è rimasto vuoto, diventano reciprocamente l’uno ragione di vita per l’altra e si aiutano a vicenda. Quando Dafne propone al padre di raggiungere a piedi il cimitero arroccato sull’Appennino dove riposa la mamma, la passeggiata si trasforma in un viaggio di scoperta, di vicinanza, di confidenze, di sentimenti profondi e struggenti.

Dafne – Carolina è nata con la sindrome di Down. Eppure il film non parla di disabilità, nessuno pare notare la diversità di Dafne. Vi è solo un accenno in un dialogo tra il padre a una conoscente, ma è un commento tutto sommato positivo, come se nel migliore dei mondi possibili non vi fosse differenza alcuna, come se non vi fosse una normalità e il suo contrario.

“Ho voluto raccontare di rapporti tra persone – spiega il quarantacinquenne regista fiorentino Federico Bondi – non di persone con un disagio. Lavorando con Carolina Raspanti non mi è nemmeno venuto in mente che si potesse ridere o criticare il suo modo di essere, tanto la sua personalità è aperta e diretta e la sua simpatia è contagiosa; lei la chiama “terapia dell’abbraccio”. È stata una lezione di professionalità e un esempio per tutti noi della troupe, che le siamo diventati amici.”

“È un film con i piedi per terra – prosegue Bondi – non abbiamo voluto essere compassionevoli con la protagonista, abbiamo mostrato come lei è davvero, con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti, ma anche con la sua grandezza e la sua umanità, così come quella di tutte le persone che le sono vicine.”

Dopo aver conosciuto molte comunità in Toscana dove vivono e sono assistite persone come Carolina, Federico Bondi ha realizzato un gioiello di film, che presenta con molta trepidazione e gratitudine alla Berlinale 2019 nella sezione Panorama.

Un film che con con la voce della ragione va dritto al cuore, tanto che quasi ci si affeziona a Dafne come se la sua presenza davvero bucasse lo schermo e lei ne uscisse per sedersi accanto a noi.

La giuria della Federazione Internazionale della Stampa cinematografica  – FIPRESCI, alla Berlinale 2019 ha premiato Dafne “per il toccante e profondo ritratto umano di una figlia coraggiosa e del suo affettuoso padre nello sforzo di superare il dolore e per l’indimenticabile prova di Carolina Raspanti e Antonio Piovanelli”.

I componenti della giuria FIPRESCI sono: Rita di Santo (UK), Orlando Margarido (Brasile), José Romero (Perù), Salome Kikaleishvili (Georgia), Angelika Kettelhack , Ricardo Brunn (Germania), Massimo Lechi (Italia), Eithne Mary O’Neill (Francia), Suncica Unevska (Nord Macedonia).