Dall’astrattismo alla sperimentazione. Cineteca di Milano

Veronesi, Carpi, La Pietra, Brebbia e Adami in streaming gratuito

La Cineteca di Milano pubblica online una serie di film sperimentali realizzati da artisti italiani negli anni Sessanta e Settanta. I film sono disponibili in streaming gratuito sul sito della Cineteca alla seguente pagina: https://www.cinetecamilano.it
Per la visione dei contenuti è necessaria la registrazione – sempre gratuita – al sito.

Si tratta di una quindicina di film, per lo più corti, che ravvivano il dibattito attorno al cinema sperimentale e al rapporto degli artisti (pittori, designer, fotografi, musicisti, scenografi…) con la settima arte.
Tra il materiale proposto dalla Cineteca, i film astratti con le loro esplosioni di colore, intuizioni musicali, geometrie danzanti propongono al pubblico un punto di vista diverso in ambito cinematografico.

La pellicola viene trattata come una tela da Luigi Veronesi (1908-1998), che già nel 1940 realizza Film n. 4 una danza di linee e punti che affascina lo spettatore sulle note di Stravinskij. Veronesi, versato in diversi ambiti artistici, per creare questa visione astratta dipinge cerchi e segmenti lineari direttamente su pellicola, ordinandoli secondo la sequenza della serie di Fibonacci. Film n. 13 del 1981-85 rappresenta il suo ultimo film astratto, un cinema sperimentale privo di macchina da presa che coniuga emozioni, artigianalità e sapere scientifico.

Ugo La pietra, La grande occasione

La manipolazione della pellicola viene sperimentata anche da Cioni Carpi (1923-2011), appartenente ad una famiglia votata all’arte (padre pittore, un fratello musicista e l’altro scrittore), che introduce un impulso teatrale nelle sue ricerche. Sullo schermo appaiono vorticose visioni di punti che si rincorrono, agglomerano ed esplodono come fuochi d’artificio (Test B, 1963). L’artista sperimenta in diversi campi, decide di includere musica concreta e suoni sintetici (alcuni creati da strumenti improvvisati) nella sua irrequieta sequenza di segni e, grazie alla colonna sonora di Point and Counterpoint, verrà premiato al Festival di Boston. Nei suoi film i segmenti si scompongono e ricompongono sotto i nostri occhi, possono generare forme colorate e divertenti come nel fiabesco The Maya Bird (1961), oppure tracciare percorsi taglienti che sgorgano in una spontanea dichiarazione politica. Ad esempio in Un giorno un aereo (1963), il cui titolo completo sarebbe Un giorno un aereo sganciò una bomba su Hiroshima e un’altra su Nagasaki,  i segmenti in movimento lanciano un chiaro messaggio pacifista.

Questi piccoli gioielli custoditi, e in alcuni casi restaurati, dalla Cineteca di Milano, sono l’occasione per confermare il grande lavoro degli artisti italiani del Novecento, anticipatori di ricerche internazionali. La proposta della Cineteca è un’occasione per riscoprirli.

Di Ugo La Pietra (1938), tra i protagonisti del design radicale italiano, sono disponibili tre film: La ricerca della mia identità (1974), estenuante e divertente ritratto dell’artista dall’infanzia al 1974; La grande occasione (1973) che narra sogni e tormenti di un artista posto davanti all’occasione della sua vita: esporre alla Triennale, luogo che diventa una presenza soffocante per il protagonista. Ed infine in La riappropriazione della città (1977) La Pietra, partendo dall’assioma “abitare è essere ovunque a casa propria”, invita alla riappropriazione dell’ambiente cittadino attraverso “recupero e reinvenzione, utilizzazione dei nuovi materiali secondo una logica liberata da schemi precostituiti…”.

La ricerca di Gianfranco Brebbia (1923-1974) presenta diversi approcci sperimentali, visibili in Extremity n. 2 del 1969. UFO è invece un documentario che riprende l’omonimo evento realizzato da Bruno Munari e Daniela Palazzoli nell’ottobre del 1968 a Monte Olimpino, dedicato agli oggetti artistici volanti. In Idea assurda per un filmaker. Luna (1969) si ritrova lo spirito d’avanguardia dell’epoca; riprendendo una tematica quasi

Giancarlo Romani Adami, Vacanze nel deserto

ossessiva di quegli anni, ovvero l’allunaggio, Brebbia crea una sovrapposizione di immagini di repertorio e riprese nell’ambiente naturale, offrendo allo spettatore un’esperienza che coinvolge diversi sensi e avvicinando così l’opera a proposte di arte contemporanea attuale.

Infine è disponibile anche un lungometraggio: Vacanze nel deserto, unica opera cinematografica di Giancarlo Romani Adami, realizzata insieme al fratello Valerio Adami, nel cui cast compaiono Errò e Dino Buzzati.