“La Désintégration” di Philippe Faucon

I figli della Jihad. Integrazione, discriminazione e terrorismo

Venezia 68. Fuori Concorso
Con questi temi forti e sempre più sentiti il regista francese Philippe Faucon porta alla 68esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia la dura storia di Ali, Hamza e Nasser, tre giovani musulmani ,pronti a varcare la soglia del mondo lavorativo, in una Parigi senza mediazioni.

Ma l’incontro con Dyamel, un radicale islamico e divulgatore della Jihad ,conduce i ragazzi innanzi a un bivio tra società e fede. Dopo aver indottrinato con le proprie idee estreme gli insoddisfatti compagni, pianificherà un attentato alla Nato di Bruxelles al fine di rivendicare i fratelli morti in Iraq e Palestina.

Comprendere a fondo l’Islam non è cosa semplice, ma la volontà di questi personaggi aiuta moltissimo a scavare nelle reali sensazioni di questi eterni devoti al Corano.
Secondo gli estremisti islamici Allah dona la vita affinchè l’uomo la sacrifichi in suo nome, ottenendo così libero acceso in paradiso.
Il buon fedele non deve temere la morte, poiché temendola metterebbe in dubbio la volontà di Allah.

Facile a dirsi, ma durante il film viene pronunciato il detto”occhio per occhio dente per dente”; dunque, questi guerrieri di Allah sono forse spinti da un recondito sentimento vendicativo, giustificato dagli antichi scritti di una religione ancora troppo pragmatica agli occhi occidentali, cosicché la Jihad riesca a tradurre facilmente in violenza il vero senso della preghiera.

La sofferenza alimentata dall’odio annebbia la vista, anche agli uomini più giusti, figurarsi a chi problemi ne ha già.
La personalità più intensa che spicca di più all’interno della storia è indubbiamente quella di Ali, un ragazzo dallo sguardo fisso e riflessivo, dominato, come tutti i suoi coetanei, da paure e sopratutto incertezze sul proprio avvenire. Abituato a convivere al fianco di continui conflitti razziali, in cuor suo Ali ha sempre saputo che un giorno il suo animo, prigioniero e avvelenato dal morbo sociale, si sarebbe liberato, esplodendo in azioni rabbiose e incontrollabili.

Possiamo dire che in confronto ad un civile di guerra, che fa della difesa l’unica e incombente priorità, un emigrato combatte parallelamente una battaglia psicologica ugualmente complicata, che in casi, purtroppo non sempre eccezionali, lo spinge a generare soluzioni spaventosamente drastiche.

Il terrorismo: la “disintegrazione” della speranza per due mondi che non si incontrano.

Titolo originale: La Désintégration
Regia: Philippe Faucon
Paese: Francia
Durata: 80′
Cast: Rachid Debbouze, Yassine Azzouz, Perset Ymanol, Mohamed Nachit