I registi Cyril Dion e Mélanie Laurent sono andati in giro per il mondo, cercando un nuovo e migliore futuro ecologico per l’umanità. In un viaggio on the road per
l’ Europa (Germania, Francia, Svezia, Inghilterra, Svizzera e Finlandia), gli Stati Uniti (Detroit, San Francisco, Oakland e New York), l’India e Rèunion, con fonico e cameraman, i due registi hanno intervistato gli ideatori, i protagonisti, i consumatori degli esperimenti più riusciti nei campi dell’agricoltura, energia, urbanistica, economia, democrazia e istruzione.
La rivoluzione delle monete “aperte”, i sistemi di produzione agricola locale senza petrolio o meccanizzazione, le regioni che producono più energia rinnovabile di quanta ne consumino, i modelli di amministrazione che consentono a migliaia di
cittadini di partecipare alla stesura della costituzione del loro paese: giorno dopo giorno, i due autori registrano la difficoltà di promuovere e implementare questi sistemi altamente efficienti, e incontrano gruppi di persone che sono riusciti a farlo nel posto in cui vivono, superando tutti gli ostacoli.
Un po’ più amatoriale e innocente rispetto all’ultimo documentario di Michael Moore, Domani pecca forse in troppo ottimismo, se non addirittura ingenuità,
soprattutto nella prima parte, quella dedicata all’agricoltura. Approviamo i prodotti a chilometro zero, ma rinnegare le attrezzature moderne, come il trattore perché consuma benzina, e quindi optare per un rudimentale aratro di stampo medievale è esagerato.
E viva i pomodori senza pesticida, ma i due registi non pongono mai la domanda ai coltivatori diretti “E i parassiti come li sconfiggete?”
Resta comunque un documentario costrittivo e ben congegnato, soprattutto il discorso che viene fatto sulla forma di attivismo agricolo, dove nei piccoli e grandi centri, cittadini comuni piantano orti per nutrirsi e verde rigoglioso per abbellire il cemento intorno. In tutto il mondo, nuovi modelli e idee di agricoltura, economia, energia, istruzione e pianificazione urbanistica stanno già cambiano il modo di affrontare progetti, edilizia e vita sociale.
E restiamo ammirati da esempi come quelli di Detroit dove i programmi di agricoltura urbana hanno trasformato città fantasma in una crescente fonte di cibo per la popolazione locale; di Copenaghen, dove quasi il 70% dell’energia consumata proviene da combustibili non fossili; del villaggio di Kuttambakkan in India, dove un sindaco progressista ha introdotto una forma di
democrazia partecipativa che ha permesso caste diverse di lavorare insieme e migliorare la qualità della vita per tutti gli interessati; della Finlandia dove scopo principale degli insegnanti e insegnare e non valutare.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di una questione di comunità che si riprendono il potere, un gesto di attivismo orizzontale, che, come afferma l’economista Jeremy Rifkin, può essere il modo migliore per annullare le politiche che rischiano di distruggere l’ecosistema.
La troupe viaggia, dorme, mangia e vive insieme, mentre il dialogo tra Mélanie Laurent e Cyril Dion è il filo conduttore che guida lo spettatore attraverso questo viaggio che collega e lega insieme cibo, economia, energia e istruzione. Ripetiamo: un lavoro ingenuo, ma comunque interessante.
Titolo originale: Demain
Conosciuto anche come: Tomorrow
Nazione: Francia
Anno: 2015
Genere: Documentario
Durata: 118′
Regia: Cyril Dion, Mélanie Laurent
Cast: Cyril Dion, Mélanie Laurent, Pierre Rabhi, Anthony Barnosky, Olivier De Schutter, Elizabeth Hadly, Vandana Shiva, Barack Obama, Angela Merkel
Produzione: Move Movie, Mars Films, Mely Productions
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 06 Ottobre 2016 (cinema)






