“Edith, una ballerina all’inferno” di Marco Zuin


Edith Eva Eger ha sedici anni e un sogno: diventare ballerina sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Budapest. Ma l’anno è il 1944, Edith è di origine ebraica e il destino suo e della sua famiglia è segnato, come quello di milioni di altre persone. Arresto, deportazione ad Auschwitz-Birkenau, dove lei e la sorella Magda vengono separate dai genitori – mandati da Mengele direttamente a morire – l’evacuazione del campo all’arrivo delle truppe russe a gennaio 1945, una marcia di mesi, a piedi, nell’inverno dei boschi coperti di neve fino a Mauthausen, dove Edith, insieme alla sorella Magda, viene trovata ancora in vita sotto un mucchio di cadaveri da due soldati americani il 4 maggio 1945.

La storia di Edith è narrata quasi ottant’anni dopo nel film Edith, una ballerina all’inferno, presentato in anteprima mondiale al Giffoni Film Festival – Festival di Cinema per i Ragazzi, dove ha vinto il premio Impact Award 2022. Liberamente tratto – ma i fatti storici sono autentici – dalla storia vera di Edith Eva Eger, è un film molto bello e potente, pieno di paura, rabbia, passione, dolore. Un’opera che arriva direttamente al cuore dello spettatore utilizzando diverse forme di arte: narrazione, danza, recitazione, avvolte e guidate dalla  colonna sonora originale composta da Daniele Gozzetti.

Niente è lasciato al caso nel film diretto da Marco Zuin, scritto da Emanuele Turelli e prodotto da Violet Moon e Moka, associazioni culturali che si occupano di teatro e storytelling.

La narrazione è quella degli attori Marco Cortesi e Mara Moschini che ricostruiscono e raccontano come il coraggio e la passione per la danza di questa ragazzina minuta siano stati l’unico e l’ultimo appiglio per restare umani là dove uomini e donne erano stati trasformati in “pezzi”. E anche l’unico stratagemma per sopravvivere, e con lei un piccolo gruppo di deportate. Edith infatti venne selezionata da Josef Mengele (Romeo Tofani) come “intrattenimento”. Il compenso è qualche tozzo di pane raffermo, che lei condivide con altre prigioniere.

La danza è quella delle performance del corpo di ballo composto da quindici ballerini del Liceo Coreutico Tito Livio di Milano, che si muovono su coreografie di Santa Borriello e Arianna Guidorizzo e, al momento delle riprese frequentavano il quarto anno – avevano cioè la stessa età di Edith quando venne deportata.

La recitazione è di  Viola Turelli nel ruolo di Edith, che si muove all’interno del set allestito nel dismesso Teatro di Salò, altro luogo simbolo della persecuzione: era infatti luogo di feste e ritrovo per i gerarchi fascisti durante la Repubblica di Salò.

È grazie a questa felice convivenza di diverse modalità di narrazione e di linguaggi artistici che Edith, una ballerina all’inferno sa raccontare questo “orrore senza nome” lasciando immaginare i corpi violati, mortificati, annientati, ma parlando – soprattutto ai più giovani – anche di coraggio e determinazione. “Nessuno può prenderti quello che hai nella mente” fu una delle ultime cose che la madre di Edith le disse: un insegnamento di coraggio di cui Edith ha fatto tesoro per tutta la vita.

Edith oggi ha 94 anni e ha avuto parole di ammirazione per il film. È una psicologa che, grazie alla Fondazione che porta il suo nome, si occupa di Sindrome da Stress Post Traumatico negli Stati Uniti, dove vive dal 1949.  Non ha mai più danzato, ma nella sua lunga vita ha aiutato molte persone grazie alla personale e drammatica esperienza.

Nell’introduzione del film si dice che oggi a parlare per quei milioni di morti nei campi di sterminio sono “i luoghi, gli oggetti, i documenti, le immagini, la storia”. Mantenere viva la memoria è un dovere, ed Edith, una ballerina all’inferno, si inserisce a pieno titolo tra le opere cinematografiche che rispondono all’urgenza di non dimenticare, parlando soprattutto ai ragazzi, ma non solo.

Sarebbe molto bello se, oltre ad auspicabili proiezioni nelle scuole, trovasse anche una distribuzione in sala.

Edith, una ballerina all’inferno
Regia: Marco Zuin
Sceneggiatura: Emanuele Turelli
Cast: Marco Cortesi, Mara Moschini, Viola Turelli, Romeo Tofani, Corpo di Ballo Liceo Coreutico Tito Livio di Milano
Durata: 62′
Sito ufficiale: https://www.edith.movie/