La prima commedia presentata al concorso internazionale della settima edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival è la produzione spagnola El sueño espacial, opera prima del regista Ignacio Malagòn.

Proponendosi come una surreale e ironica fiaba moderna, il corto racconta la storia di un famoso ex-astronauta della NASA che, in un futuro prossimo, decide di incontrare una giornalista per confessare al mondo intero il segreto che sta dietro all’inizio della sua carriera illustre, ovvero una soluzione a dir poco bizzarra a un grave problema di narcolessia che in gioventù gli aveva inizialmente impedito di superare le prove fisiche per entrare nella prestigiosa agenzia spaziale.

Il numero di elementi ed influenze diverse presenti nei 10 minuti scarsi di questo corto è incredibile: si va dalla pura commedia da risate di pancia a un finale quasi commovente (anche se a modo suo) passando per brevi ma riuscitissime scene nello spazio. In particolare, sorprende il modo in cui, tra effetti speciali e una colonna sonora azzeccatissima, le scene ambientate nello spazio (in particolare la prima sequenza) strizzino l’occhio a diverse pellicole su missioni spaziali senza cadere nella parodia ma anzi raggiungendo livelli di credibilità ammirabili per un cortometraggio.

Le sequenze di pura commedia poi, semplici e funzionali ma anche per questo geniali, riescono a tenere un ritmo crescente di comicità che va di pari passo con il racconto del protagonista, che a sua volta segue un climax di assurdità crescente fino ad arrivare ad un brillante finale. Il tono leggero e sereno del corto poi riesce anche a rendere più “digeribile” una morale sull’importanza di seguire i propri sogni (d’altronde senza morale che fiaba moderna sarebbe?) che risulta tutto fuorché scontata, e anzi contribuisce a rendere El sueño espacial qualcosa in più di una semplice occasione per farsi quattro risate.