lunedì, Maggio 18, 2026
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Elio e Rocco Tanica: Lectio Magistralis sul “Bel Niente”

Elio e le storie tese all'Università di Padova

Sold out per Elio e Rocco Tanica alla Lectio Magistralis sul “Bel niente” organizzata dal Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università di Padova.

I musicisti hanno proposto vari esempi di discorsi sul “Bel niente”, primo tra tutti quello tanto caro ai politici, che parlano ore e ore con tanti paroloni e alla fine non dicono nulla.

Cosa pensate del linguaggio dei social?

Elio: E’ la dimensione vitale dei ventenni, mentre per i più maturi un modo di illudersi di essere ancora giovani. Imitare i giovani nei social significa usare la grammatica dei ragazzi, ad esempio usando sempre la “k” al posto della “c”, perché nei social è un errore non fare errori.

Con nostalgia, Elio e Rocco Tanica ricordano le espressioni comuni negli anni ’80, come “cioè”, che è morto il decennio successivo e “piuttosto che”, che ha molto successo ancor oggi in TV. Riguardo i testi delle loro canzoni invece, arrivano per caso, come tutte le cose che il gruppo Elio e le Storie Tese hanno fatto negli ultimi trent’anni.

Elio e Rocco dicono di aver tentato più volte di scrivere una canzone drammatica seria: “Ma alla fine escono i testi che sentite”.

In mezzo a tante risate anche una parentesi seria, un messaggio che Rocco Tanica vuol dare ai giovani quando dice di essere guarito dalla depressione, una malattia che lui ha definito “una bugia della mente”, di cui non bisogna vergognarsi ed essere forti per uscirne.

Smentisce quello che hanno scritto i giornali sul fatto che non suonerà più dal vivo a causa della depressione e precisa che non lascerà il gruppo, semplicemente non si esibirà precisando “più da vivo, ma non più dal vivo” e il 20 maggio, per ora, sarà l’ultima data in tour (Piccoli energumeni).

La loro, tra risate e applausi di tantissimi studenti, è stata una riflessione sulla lingua e sul modo di usare le parole e di come esse possano creare danni.