Un asteroide si schianta sulla Terra.
L’impatto provoca una reazione a catena: coleotteri assetati di sangue, insetti striscianti, un uomo infettato da una zanzara portatrice di virus.

Malik Khan (Riz Ahmed) è un ex marine decorato, un tipo piuttosto problematico; è un padre assente, ma dopo questa “invasione” si convince che almeno metà della popolazione sia stata infettata da “microrganismi non terrestri”. Si spruzza continuamente repellente per insetti, si controlla gli occhi alla ricerca di segni di vita aliena e studia i documenti dei servizi segreti, cercando la prova di un insabbiamento del governo. Per salvare i suoi figli, Bobby (Aditya Geddada) e Jay (Lucian-River Chauhan), che vivono con la madre, li rapisce nel cuore della notte per una “missione di salvataggio” in una base operativa nel deserto dell’Arizona. 

Entrambi i bambini sono inizialmente entusiasti di vedere il loro papà per la prima volta in due anni; ma durante il lungo viaggio notte e giorno in macchina, presto iniziano ad essere spaventati.

ll regista Michael Pearce (Beast, 2017 ) e il co-sceneggiatore Joe Barton hanno disegnato un thriller fantascientifico all’interno dello schema di uno psicodramma famigliare.
Il risultato è un film efficace, emotivamente acuto, soprattutto grazie alla tensione trasmessa da Riz Ahmed e dai due bravissimi giovani attori nel ruolo dei figli. Insomma il percorso del film è talmente ben congegnato che alla fine si perdona il finale un po’ troppo spudorato.