Dobbiamo ringraziare Piero Frattari, regista, collezionista e custode di tesori come le videocassette dello storico filmato del concerto di Fabrizio De André (1940-1999) con la PFM.

Ben quarant’anni dopo il live di Genova del 1979 (Frattari aveva partecipato alle riprese), sarà nei cinema in occasione di un anniversario che commuove, da brividi, l’ottantesimo anno dalla nascita di un cantautore immortale, sempre attuale, conosciuto anche dalle nuovissime generazioni. 

Nel 1978 la PFM lo convince a fare un tour insieme lungo tutto lo stivale e ad arrangiare i suoi brani in chiave rock.

Quel concerto diventa così un docu-film diretto da Walter Veltroni.
L’impresa di De Andrè e la PFM viene ricordata da Dori Ghezzi, Franz Di Cioccio, Patrick Djivas, Franco Mussida, Flavio Premoli, David Riondino, Piero Frattari, Guido Harari. Veltroni compie un viaggio nel passato, evocando i momenti non facili, le critiche rivolte a quell’assembramento di rock e musica d’autore; ricostruisce l’atmosfera di quel tempo e soprattutto di quel giorno; fa descrivere da chi c’era le emozioni provate, il dietro le quinte e la magia di un’esperienza mai più replicata.

Dopo un’introduzione ricca di aneddoti, alcuni commoventi altri deliziosi, parte il concerto. Incredibile. Ripreso a circa 15 metri perché Fabrizio De Andrè non voleva telecamere sul palco, infatti si vede quasi sempre solo lui con la chitarra, Fabrizio De Andrè e PFM – Il Concerto Ritrovato è una gioia per il cuore, strabiliante la voce del cantautore genovese, sardo di adozione.

Il ritrovamento delle vis e la loro rigenerazione, specie nello spettacolare audio 5.1, consentono a tutti di fruire della testimonianza di uno dei tour più importanti della storia della canzone italiana di quegli anni – racconta Veltroni – Il documentario l’ho pensato come un viaggio nel tempo. Verso quel giorno di gennaio della fine degli anni Settanta. Su un piccolo treno o nel teatro parrocchiale dove fecero le prove, alcuni dei protagonisti di quella esperienza ricostruiscono il clima di quei giorni e la scelta dell’incontro tra due musiche, quella della canzone d’autore e quella del rock progressivo, che si sentivano lontane, come i loro pubblici. Il viaggio, che si snoda anche attraverso le testimonianze di altri protagonisti, giunge fino all’ingresso del Padiglione C della fiera, prossimo all’abbattimento. Non ci sono altre voci se non quelle di chi c’era, quella sera. Si arriva, nel tempo e nello spazio, fino agli accordi con i quali il concerto iniziava. “Questa di Marinella è la storia vera”…