Festival internazionale di Musica di Portogruaro 39^ edizione

Alla Fondazione Musicale Santa Cecilia di Portogruaro fervono i preparativi per la 39esima
edizione del Festival Internazionale di Musica. Il nuovo direttore artistico del Festival,
il pianista Alessandro Taverna, anticipa la nuova linea e lancia un’anteprima.
Taverna è stato nominato direttore artistico alla fine di aprile e ha da subito impresso al Festival rinnovata energia e una visione di grande slancio. Fil rouge della trentanovesima edizione del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro (dal 26 agosto al 9 settembre), sarà il concetto di Ouverture, a richiamare una porta che si (ri)apre, un risveglio, un ritrovato coraggio. Nel melodramma, l’Ouverture è la sinfonia di apertura che apre l’opera. Nella poetica di Rilke, Eingang indica anche l’esordio e non il semplice ingresso. Per il 39esimo Festival Internazionale di Musica di Portogruaro Ouverture rappresenta una rinascita, una nuova volontà di condivisione, di conoscenza, di uscire da una stanza “ove si sa ogni cosa”.

Lunedì 12 luglio, alle 21 (ingresso libero su prenotazione), la Piazzetta della Pescheria di Portogruaro, ospiterà un concerto d’anteprima. Sarà “speciale” sia per il valore dell’interprete, sia per il significato che porta con sé, profondamente in linea con le intenzioni della nuova stagione del Festival. Sarà Alexander Romanovsky, pianista ucraino classe 1984, a presentare il suo progetto “Piano B”, un voluto segnale di ripresa, di “re-azione” – come egli stesso dice – per restituire la musica alla condivisione della comunità tutta e attribuire a essa nuovamente il suo ruolo di esperienza che “solleva lo spirito e accende la speranza”. Con “Piano B” il pianista ucraino girerà, tra luglio e agosto, ogni regione d’Italia per portare la musica classica a tutti nelle sale, nelle piazze, nei quartieri di periferia, negli ospedali e nelle comunità di accoglienza.
Taverna e Romanovsky – stessa generazione under 40, stessa formazione all’Accademia Pianistica di Imola – condividono non solo lo strumento, ma anche una complessa e profonda visione della musica. “Il contatto con l’altro e l’esperienza della condivisione sono una parte fondamentale della vita umana” – spiega Romanovsky, a proposito delle conseguenze della pandemia. “Una loro limitazione così prolungata nel tempo a quali cambiamenti psicofisici e comportamentali porterà?”.
La risposta giace proprio nel progetto “Piano B”: l’esperienza della musica condivisa dal vivo è “uno spazio di creazione comunitaria. […] La musica risana e consola, unisce e vivifica”. A definire il programma alcune tra le più emozionanti musiche di Chopin e Rachmaninov.

Luca Benvenuti