“First Cow” di Kelly Reichardt

Dopo due film ambientati nel mondo contemporaneo, Kelly Reichardt torna nell’America  dell’Ottocento per raccontare la storia di un patto di amicizia tra due outsider, in un western atipico e, come spesso vengono definiti i suoi film, minimalista. Come in Meek’s Cutoff (2010) i luoghi sono parte integrante della storia: là erano le praterie, qui i boschi dell’Oregon in cui tra freddo e fango si muovono cacciatori e avventurieri .

La storia di First Cow inizia oggi, con una donna che, durante una passeggiata, ritrova due scheletri affiancati nel bosco. Da qui veniamo trasportati nell’inospitale, seppure affascinante, ambiente  dell’Oregon del 1820, quella frontiera del Nord Ovest degli Stati Uniti “dove la storia non è ancora arrivata” e dove il taciturno e talentuoso cuoco “Cookie” Figowitz (John Magaro) cucina al seguito di un gruppo di cacciatori di pellicce, con il sogno segreto di aprire una propria attività in California.

Cookie trova un interlocutore meno rozzo dei suoi compagni di viaggio nell’immigrato cinese King-Lu (Orion Lee), anche lui in cerca di fortuna e con un passato forse non proprio limpido. Due vite ai margini, due solitudini,  l’inizio di una collaborazione e di una – solo in apparenza – improbabile amicizia, cementata dal desiderio di entrambi di avere successo e diventare ricchi. Cookie sa preparare meravigliose frittelle che vanno a ruba al mercato locale, grazie anche all’abilità di venditore di King-Lu.

Ma  il progetto di fare fortuna di Cookie e King Lu è legato a un ingrediente segreto, il latte fornito da una mucca, la “first cow” del titolo, prima e unica mucca giunta in quelle lande così lontane dalla civiltà. La mucca è proprietà di un ricco fattore (Toby Jones) che pur gustando le frittelle di Cookie, non reagisce bene quando scopre di essere derubato.

Basato sul romanzo di Jonathan Raymond The Half-Life e scritto dalla stessa Kelly Reichhardt, First Cow racconta la parabola del sogno americano di due piccoli imprenditori – ma anche ladruncoli e piccoli truffatori – e la quotidianità al di fuori dei miti dei film western. I movimenti di camera catturano l’essenza dei ritmi di vita dell’America rurale di due secoli fa e ricostruiscono gli ambienti scuri e le baracche fatiscenti, la vita durissima in cui solo i più forti, fisicamente e mentalmente, sopravvivono: un mondo in cui i due protagonisti  non usano le armi, ma la loro intelligenza per tentare di raggiungere, a qualsiasi costo, il successo.

L’ingenuo Cookie e il furbo King-Lu non sono forse due facce  della medaglia del sogno americano? Quel sogno sospeso tra onestà e cupidigia, che la Reichardt osserva con uno sguardo  paziente accompagnando chi guarda a interrogarsi su quali siano, davvero,  i valori su cui si fondano i miti dell’America capitalista di oggi. John Magaro e Orion Lee riempiono lo schermo con molti  silenzi e pochi, essenziali dialoghi, sullo sfondo di boschi e luoghi selvaggi e tuttavia bellissimi,  lasciando parlare soprattutto i piccoli gesti ripresi con una sontuosa fotografia.

First Cow è, anche, un racconto avvincente ed essenziale, narrato con uno stile scarno, meticolosamente attento ai dettagli, a cui la regista indipendente Kelly Reichardt ci ha abituato, soprattutto quando il suo sguardo si rivolge al passato. 

Titolo originale: First Cow
Regia: Kelly Reichardt
Interpreti: Jhn Magaro, Orion Lee, Toby Jones, Ewen Bremner
Durata: 122 minuti
Sito ufficiale: https://a24films.com/films/first-cow 
Uscita: 9 luglio (Mubi)