Si è svolta a Londra dal 5 al 7 ottobre 2018 la 16esima edizione di Frieze London, la fiera di arte contemporanea che ha proposto una nutrita selezione dei migliori artisti moderni grazie alla partecipazione di 160 gallerie internazionali.

Frieze London è coincisa anche quest’anno con Frieze Sculpture e Frieze Masters a The Regent’s Park, che grazie alla loro interazione hanno dato vita alla settimana più significativa del calendario culturale londinese.

Frieze London 2018. Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze

Nuove collaborazioni con curatori, istituzioni e gallerie internazionali hanno cercato di offrire una risposta alle numerose tematiche sociali e politiche attualmente discusse – dalla mancanza di visibilità delle donne sul mercato dell’arte ai sistemi di comunicazione e controllo sempre più invasivi – , creando così un ambiente eccezionale per la creatività e la scoperta a tutto campo.

Il tema guida di quest’anno, ribattezzato Social Work, ha visto la presenza di artisti donne che hanno sfidato lo status quo e esplorato le possibilità di attivismo politico nella loro arte durante gli anni ’80 e ’90: da Nancy Spero negli Stati Uniti a Berni Searle in Sud Africa a Ipek Duben in Turchia e Helen Chadwick nel Regno Unito.

Victoria Siddall (Direttore di Frieze Fairs) ha dichiarato: “Una fiera è fatta dalle sue gallerie e la lista quest’anno è stata più forte che mai. Sono felice di aver accolto grandi curatori internazionali nelle nostre sezioni e conferenze che hanno garantito un’eccezionale qualità di programmazione ed esplorato il più ampio significato culturale per il pubblico di oggi. La fiera continua ad essere una destinazione chiave per i collezionisti istituzionali, e le nostre collaborazioni con la Tate e la Contemporary Art Society consentono l’ingresso di opere degli artisti più lungimiranti di oggi nelle collezioni pubbliche nazionali e regionali.

Frieze London 2018 Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze

Jo Stella-Sawicka (Direttore artistico di Frieze London) ha aggiunto: “La programmazione londinese di quest’anno è stata plasmata da nuovi curatori e da realtà politiche urgenti. Sono passati 100 anni da quando le donne hanno ottenuto il voto nel Regno Unito, Frieze London ha usato la sua piattaforma internazionale per rispondere al fatto che le donne artiste sono ancora sotto rappresentate nel mondo dell’arte e in particolare nel mercato. È stato un onore collaborare con 10 delle principali menti del paese sull’argomento, per dare forma alla sezione tematica di quest’anno, Social Work. È anche molto eccitante aver dato il benvenuto alla nuova visione di Diana Campbell Betancourt per il Frieze Artist Award, Live and Film. Seguendo la sua celebre programmazione a Dhaka e Manila, ha aperto nuove possibilità di performance sperimentale con le gallerie.

Rana Begum No. 814, 2018, The Third Line Jhaveri Contemporary Kate MacGarry and Galerie Christian Lethert, Frieze Sculpture 2018. Photo by Stephen White. Courtesy of Stephen White/Frieze.

Social Work ha proposto otto presentazioni monografiche di donne artiste il cui lavoro è emerso in risposta agli scismi sociali e politici globali degli anni ’80 e ’90, rendendo omaggio a una selezione di artisti che hanno sfidato lo status quo ed esplorato le possibilità di attivismo politico nella loro arte. La selezione ha incluso sia artisti affermati che meno noti al grande pubblico. Social Work ha voluto mettere in evidenza anche il ruolo che le gallerie hanno svolto nel loro sostegno alle artiste donne il cui lavoro potrebbe non essere stato facilmente assimilato al mainstream.

Parte di Frieze Projects, la piattaforma Live ha messo in scena spettacoli e installazioni interattivi in tutta la fiera, esplorando formule nascoste che impattano su realtà sociali, politiche ed economiche più ampie, come la performance di danza interattiva di Liz Glynn, le guardie di sicurezza roaming, l’installazione di sorveglianza di Julia Scher e lo scambio di monete contraffatte di Pratchaya Phinthong, rivelando il valore che la politica attribuisce alle persone. In uno spazio chiuso all’interno della fiera, il vincitore di Frieze Artist Award Alex Baczynski-Jenkins ha continuato la sua pratica coreografica impegnandosi con la politica del desiderio, dell’intimità e dell’amicizia.

Frieze Talks ha esplorato il ruolo dell’autobiografia nell’arte con partecipanti internazionali tra cui Laurie Anderson, Nan Goldin, Kemang Wa Lehulere e Olivia Laing.

Emalin, Focus section, Frieze London 2018. Photo by Linda Nylind. Courtesy of Linda Nylind/Frieze

Focus, la celebre sezione della fiera che sostiene la partecipazione di giovani gallerie, ha dato il benvenuto tra gli altri a 47 Canal, Blank, Carlos / Ishikawa, Instituto de Visión e Vari Small Fires (VSF); al fianco di entusiasti nuovi arrivati da Mumbai a Parigi e Hong Kong tra cui Michael Benevento, Bodega, Ginerva Gambino, High Art, Jhaveri Contemporary e Edouard Malingue Gallery.

Generazioni di gallerie londinesi includono Project Native Informant che si unisce a Focus e Seventeen che entrano nella sezione principale, insieme ai giovani spazi di ritorno di Londra Arcadia Missa e The Sunday Painter e ai partecipanti affermati Sadie Coles HQ, Stephen Friedman Gallery, Victoria Miro, Maureen Paley e Stuart Shave / Arte moderna.

Gio Marconi, Frieze Masters 2018. Photo by Mark Blower. Courtesy of Frieze/Mark Blower.

Frieze London ha ben accolto inoltre il ritorno di gallerie di fama mondiale che hanno partecipato sin dalla nascita della fiera, come Galerie Gisela Capitain, Gagosian, Greene Naftali, Hauser & Wirth, Lisson Gallery, Galerie Thaddaeus Ropac, Salon 94, Sprüth Magers, White Cube e David Zwirner; affianco, inoltre, Gavin Brown, la Galleria Marian Goodman, il kurimanzutto, la Matthew Marks Gallery, il kamel mennour, la Pace Gallery, l’Esther Schipper, la Galeria Luisa Strina e The Box; e nuovi principianti tra cui Xavier Hufkens, Galerie Lelong & Co. e Galleri Nicolai Wallner.