Garda Cinema Film Festival 2026

Torna Garda Cinema Film Festival, manifestazione diretta dal giornalista e critico cinematografico Franco Dassisti e organizzata dall’associazione La Decima Musa presieduta da Nica Currò, con il patrocinio del Comune di Garda. Dal 10 al 14 giugno 2026,  con una speciale pre-apertura martedì 9 giugno, la sesta edizione del festival porterà ancora una volta sul Lago di Garda sei giorni di cinema, incontri e dialoghi con alcuni dei protagonisti più interessanti del panorama italiano contemporaneo. 

“Siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno  il Garda Cinema Film Festival, una manifestazione che porta prestigio al nostro territorio e contribuisce a rafforzare l’immagine di Garda anche sotto il profilo culturale. Garda è conosciuta in tutta Italia e all’estero per le sue bellezze paesaggistiche, per il lago e per la qualità dell’accoglienza turistica, ma crediamo sia fondamentale investire anche nella cultura come occasione di crescita, visibilità e valorizzazione del territorio. Eventi di questo livello ci permettono di far conoscere il nostro paese a un pubblico sempre più ampio, creando nuove opportunità e arricchendo l’offerta rivolta a cittadini e visitatori. Il Garda Cinema Film Festival rappresenta quindi non solo un appuntamento di qualità, ma anche uno strumento importante per promuovere Garda a livello nazionale” commenta Davide Bendinelli, sindaco di Garda.

“Siamo orgogliosi di ospitare anche quest’anno  il Garda Cinema Film Festival, una manifestazione che porta prestigio al nostro territorio e contribuisce a rafforzare l’immagine di Garda anche sotto il profilo culturale. Garda è conosciuta in tutta Italia e all’estero per le sue bellezze paesaggistiche, per il lago e per la qualità dell’accoglienza turistica, ma crediamo sia fondamentale investire anche nella cultura come occasione di crescita, visibilità e valorizzazione del territorio. Eventi di questo livello ci permettono di far conoscere il nostro paese a un pubblico sempre più ampio, creando nuove opportunità e arricchendo l’offerta rivolta a cittadini e visitatori. Il Garda Cinema Film Festival rappresenta quindi non solo un appuntamento di qualità, ma anche uno strumento importante per promuovere Garda a livello nazionale” commenta Davide Bendinelli, sindaco di Garda.

Sono 26 i cortometraggi di finzione in competizione. Nominato agli Oscar come miglior cortometraggio live action A friend of Dorothy di Lee Knight, con gli inglesi Miriam Margolyes e Stephen Fry, racconta come la vita di una solitaria vedova venga sconvolta quando un adolescente calcia accidentalmente un pallone nel suo giardino; dall’Inghilterra anche A Sisyphean Task di Gus Flind-Henry e George Malcher, cortometraggio sul sistema scolastico contemporaneo con protagonista Hugh Boneville; nominato invece come Miglior Film d’Animazione agli Oscar 2026 Retirement Plan di John Kelly, in cui il protagonista Ray sogna ad occhi aperti il suo futuro in pensione; Largo di Max Burgoyne-Moore e Salvatore Scarpa racconta la storia di Musa, rifugiato siriano in affidamento nel Regno Unito che vuole salpare verso la sua terra natale. Non manca l’Italia nel concorso cortometraggi di finzione di quest’anno: Via Bellezza 11di Giuseppe Cardaci è un cortometraggio musicale con Antonio Catania, ambientato in un palazzo in cui gli inquilini si ignorano l’un l’altro; Accordi di Paolo Lobbia racconta l’incontro in una notte tra due anime che rischiano di perdersi del mondo, una tossicodipendente e un ex direttore d’orchestra malato di Alzheimer, interpretato da Giorgio Colangeli, che ritererà il Premio alla Carriera; in Torta di rose di Tommaso Diaceri, con protagonista Valentina Carnelutti, un semplice pranzo di compleanno in famiglia si trasforma in una piccola rivoluzione; in Caffé nero bollente di Cinzia Pedrizzetti una donna rinchiusa in prigione cerca un modo per restare in vita e non perdere se stessa, attraverso il potere salvifico della poesia e grazie all’aiuto di alcuni artisti come Lella Costa e Fiorella Mannoia. Elena Radonicich è invece protagonista di Notturno di Lorenzo Nuccio, in cui due sconosciuti solitari si incontrano su un autobus; la storia e il cinema sono al centro di Arca di Lorenzo Quagliozzi, in cui un gruppo di cineasti hollywoodiani lotta per preservare il cinema dalla fine della storia; dall’Italia anche le animazioni Skad – Il tempo della cura di Emanuele Dragone, in cui viene esplorato il tema della perdita, il dolore, la separazione e il desiderio di rinascita e Qahwa Sada di Alex Amoresano e Maria Alessia Di Maio, racconto dolente e toccante su una famiglia araba che cerca di affrontare una realtà insopportabile per poter sopravvivere. Fiji di Andrea Lamedica vede protagoniste quattro hostess che per alleviare l’ansia prima di un volo, decidono di prendere parte a un gioco di ruolo che ne distruggerà gli equilibri interni. I segreti sono centrali anche in Mambo Kids di Emanuele Tresca, in cui due ragazzi vogliono scoprire cosa nasconde ancora la loro città, mentre in Super Vito di Elisabetta Rocchetti, un figlio vede il padre come suo più grande eroe, anche se cela delle verità del suo passato. In Gaza Pietas di Diego Monfredini nasce invece per dar voce all’immaginazione dei bambini palestinesi, la cui infanzia è stata distrutta dal genocidio. 

Le difficoltà del quotidiano sono protagoniste in Son di Zhanna Bekmambetova, in cui un padre passa la sua intera esistenza ad aiutare il figlio costretto su una sedia a rotelle, in Orosi di Mohammad Hormozi in cui un musicista cerca di attraversare la frontiera iraniana via terra, in Choice di Marko Crnogoroski dove una donna è costretta ad affrontare la brutale realtà quando una nuova legge vieta l’aborto programmato e in Too much to ask – Cos te Costa di Davide Del Degan, in cui la divisione del confine tra Italia e Jugoslavia porta una famiglia a non poter rendere omaggio a chi ha perso. La storia vera di James C. Richardson, suonatore di cornamusa e soldato della Prima Guerra Mondiale viene esplorata in Sound of the Somme di Michael Vermaercke mentre nelle Ande peruviane Javier Arias-stella ambienta la storia di America, una bambina che sogna di comprare una bicicletta per non arrivare mai più in ritardo a scuola. Un bambino è invece protagonista di The boy who cheated Death in cui il piccolo protagonista giocherà a nascondino contro la Morte in persona. Le relazioni amorose sono al centro di Lemonade di Diego Fandos, in cui una coppia si trova a discutere in un parco, così come nel distopico Happy People di Budavári Balázs ambientato in un futuro in cui un numero al collo indica il livello di felicità, nel quale una coppia di ex amanti si ritroverà per l’annuale misurazione obbligatoria. Il rapporto padre-figlio anima invece The Juggler di Jennifer Fanjeaux, in cui un adolescente arrabbiato deve trascorrere il fine settimana con un padre atipico e complesso. 

Sono invece 7 i titoli della sezione documentari. Vincitore di quest’anno del David di Donatello per il Miglior Cortometraggio, Everyday in Gaza di Omar Rammal offre un ritratto intimo della vita nella Striscia di Gaza attraverso le lotte quotidiane delle famiglie Farra e di Wafa, catturando con dignità  e resilienza le sfide insormontabili che affrontano ogni giorno; il tema della resistenza è centrale anche in Figli d’Icaro di Vito Mistretta, con protagonisti un gruppo di ragazzi che decidono di sottrarsi alle soffocanti regole e aspettative sociali, trasformando la città in cui vivono in un campo di ribellione e libertà; il mondo giudicante e lo stigma sociale accompagnano anche la vita di Sunday omonima protagonista del corto firmato da Giulio Tonincelli: Sunday è una ragazza di 14 anni con disabilità cognitive e fisiche nell’Uganda rurale, tanto sola quanto desiderosa di ballare. Giovani ed emarginati anche i protagonisti de Il futuro di Antimo Campanile, rinchiusi in una comunità di riabilitazione minorile a Frattaminore, sospesi tra  l’imminente libertà e l’incertezza del domani; il desiderio di cambiamento è al centro di Felicidad di Francesco Mastroleo, in cui un giardiniere di un resort di La Palma decide di creare un giardino tra le rovine di un vulcano, mentre una giovane ragazza in vacanza nello stesso hotel si sente annoiata, riflette sull’utopia e cerca la felicità. Il territorio in continua evoluzione è invece un tema che caratterizza gli ultimi due cortometraggi documentari: Macchina continua di Ruben Gagliardini indaga la chiusura di Giano, parte dello storico stabilimento cartario Fabriano un tempo sede di produzione dei famosi fogli F3 e F4, mentre Paris Fox di Sofian Chouaib racconta la quotidianità di Swiper, una volpe che ha trovato casa in una zona periferica e rurale di Parigi. Ma l’espansione della città rischia di distruggere il territorio che le appartiene. 

A fare da cornice agli appuntamenti del festival saranno due location principali: ogni sera il cortile del palazzo del Municipio, affacciata sullo splendido lungolago Regina Adelaide, si trasformerà in un’arena a cielo aperto per le serate di gala con ospiti, mentre ad ospitare le proiezioni dei film in concorso sarà la Sala Congressi di Garda, dotata delle più moderne tecnologie di proiezione.

Inoltre, sabato 13 giugno, la Sala Congressi ospiterà il vernissage di una mostra dedicata all’artista Pasqualin Milesi, pittrice e fotografa, con una selezione di opere che attraversano il suo percorso creativo tra immagini, colore e ricerca visiva. Un appuntamento che arricchisce il programma del festival aprendo un dialogo tra cinema e arti visive.

Garda Cinema Film Festival è organizzato dall’associazione La Decima Musa con il patrocinio di Comune di Garda, Regione del Veneto, Provincia di Verona, Veneto Film Commission. Main sponsor di Garda Cinema è Cassa Rurale AltoGarda – Rovereto, banca di riferimento per tutto il territorio del lago di Garda.


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