La scrittrice e sceneggiatrice Gillian Flynn (L’amore bugiardo, Sharp Objects) scrive un remake dell’omonima serie britannica (2013), distanziandosi non poco dall’originale, conducendo la storia verso il thriller duro e crudo, con un tono di attualità (si parla di pandemia e fine del mondo) che inquieta, e non poco.

I protagonisti sono una banda di “nerd” appassionati di fumetti; si sono conosciuti online grazie a un’ossessione comune: quella il misterioso ed enigmatico fumetto intitolato “Utopia”.
Becky (Ashleigh LaThrop), Ian (Dan Byrd), Samantha (Jessica Rothe), Wilson Wilson (Desmin Borges) e Grant (Javon “Wanna” Walton) hanno iniziato a decifrare i codici e i messaggi nascosti nelle pagine di “Utopia”: sono indizi che predicono una minaccia “terminale” – una serie di pandemie devastanti – per l’umanità.

Una volta compreso che non è solo un gioco, ma una vera e propria cospirazione, questa banda di appassionati di fumetti dovrà vedersela con un rete oscura e spietata chiamata “The Harvest”, con uno scienziato forse pazzo (John Cusack) e con l’eroina del fumetto stesso (Sasha Lane), mentre intorno a loro il numero di cadaveri aumenta.

Ambientata a Chicago, la serie Utopia si sviluppa in 8 episodi – da circa un’ora l’uno  – costruiti come scatole cinesi (insomma, ce n’è sempre una).
Pulp, fredda, confusa e strumentale (nel senso di meccanica), questa nuova serie, che sarà trasmessa su Prime Video, non riesce ad essere accattivante, bizzarra; per intenderci: non ha la forza propulsiva e seducente né di Hunters né di The Boys.
Abilmente diretto da Susanna Fogel, JD Dillard e Toby Haynes – il progetto iniziale prevedeva David Fincher – ma Utopia non riesce a emergere, perché resta bloccata a un livello intermedio, superato da altre serie tv (vedi sopra) che hanno una marcata e indiscutibile personalità… che qui manca.

Utopia sarà rilasciato da Prima Video il 30 ottobre.