Dopo premio come Miglior Film Europeo per Ragazzi al PÖFF | Tallinn Black Nights Film Festival e l’anteprima italiana al Giffoni, Glassboy di Samuele Rossi – ispirato a ispirato al romanzo Premio Andersen “Il bambino di vetro” – esce distribuito da Solaria Film in collaborazione con Minerva Pictures sulle principali piattaforme on demand (Sky Primafila, Google Play, Infinity, Apple tv, Chili, Rakuten Tv, The Film Club e Io resto in Sala).

Pino (Andrea Arru) ha 11 anni, è un bambino come tanti ma a differenza dei suoi coetanei vive da sempre isolato da tutti. A causa di una malattia ereditaria che ne mette a rischio la vita è confinato nella sua grande villa dove vive sotto una campana di vetro, lontano dal mondo che può osservare soltanto attraverso una finestra. Ma nonostante la sua immaginazione e il colorato luna park della sua camera Pino non può che sognare di vivere una vita come gli altri ragazzi e di entrare a far parte degli Snerd, uno sgangherato gruppo di amici unito pelle che in sella alle loro velocissime bici vede sfrecciare per le strade del paese. Tutto cambia dopo l’inaspettato incontro con la carismatica Mavi, la leader del gruppo, che lo mette alla prova offrendogli la possibilità di far parte degli Snerd e di aiutarli a rivaleggiare con la Banda avversaria. Animato dal coraggio e da uno sfrenato desiderio di avventura e libertà, il ragazzo intraprende la strada verso l’emancipazione, mettendo alla prova le sue fragilità e le rigide regole di Nonna Helena (Loretta Goggi), intenzionata a far valere le sue convinzioni sul destino del nipote, e dei suoi genitori (Giorgia Wurth e David Paryla), iperprotettivi ed inevitabilmente assoggettati alle imposizioni della dispotica nonna. I guai non mancheranno e, aiutato dai suoi nuovi amici, Mavi, Ciccio, Mei e Domenico, dovrà decidere di ingaggiare la sua personale e fondamentale battaglia per dimostrare che anche lui merita una vita come gli altri ragazzi.

È un film che parla all’oggi – ha spiegato il regista – che interpreta il disagio che i bambini stanno vivendo, il dramma della separazione e dell’isolamento. Mai avremmo immaginato di vivere questi tempi di costrizione. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i più piccoli a cui, in questi mesi, è stato negato il gioco, la scuola e la socialità. Credo che Glassboy ricordi che, in fondo, tutti i ragazzi si sentono un po’ come il protagonista, Pino, cioè fragili, non accettati. E lo stesso vale anche per i genitori, obbligati a vivere le stesse ansie, speranze e aspettative”.

 

Dal Primo Febbraio sulle principali piattaforme on demand