“Gli spaghetti alla bolognese non esistono” di Filippo Venturi

O forse sì? Un’avventura “mistica” per l’oste Zucca

Attesissimo sequel del precedente Il tortellino muore nel brodo, l’ultimo romanzo di Filippo Venturi riporta sulla scena del crimine l’oste bolognese che più ho amato (e di osti ne ho incontrati parecchi). Emilio Zucchini, detto Zucca, ha ritrovato la figlioccia Giulia, vittima di un rocambolesco rapimento. Quale avventura lo aspetterà nel nuovo libro?

Come altri lettori, temevo che la magia del Tortellino non potesse ripetersi; perché la prima avventura di Zucca era così ben riuscita, con personaggi minuziosamente costruiti e la giusta dose di ironia; una ricetta perfetta insomma, di quelle che magari riescono una volta sola. E invece, anche stavolta, Venturi non delude, anzi: oltre ad una trama avvincente quanto la precedente e a personaggi altrettanto autentici, la scrittura sembra addirittura più fluida e coinvolgente.

È un venerdì sera come tanti alla trattoria Vecchia Bologna. Proprietario e camerieri corrono solleciti da un tavolo all’altro; a dire il vero Zucca è sollecito verso un tavolo in particolare, dove siede una brunetta sola, carina e seducente. Quando proprio quest’ultima viene presa da un furioso attacco allergico, Zucca sa che qualcosa di terribile sta per accadere. Per di più il cuoco Matteo ha pure bruciato la torta di riso. Questo collegamento quasi mistico tra i drammi della sua cucina e drammi ben più gravi, là fuori nella sua Bologna, è per Zucca una certezza: succede sempre così.

Una certezza che rasenta le fede, potremmo dire, visto che nel libro si parla parecchio di miracoli. La Madonna di San Luca, custodita nel santuario che domina la città, è un simbolo per tutti i bolognesi, che ogni anno a Pasquetta percorrono i 498 gradini necessari a raggiungerla. Ed è proprio la Madonna di San Luca ad essere misteriosamente trafugata. Zucca si trova, immancabilmente, nell’occhio del ciclone, insieme ai meravigliosi personaggi creati dalla penna di Venturi: il verace vescovo Quaglia, il viscido Pio, la coppia Curia-Bologna, il commissario Iodice che già conosciamo. C’è anche Maggie, una venere nera che somiglia proprio alla Madonna di San Luca. E un povero cristo dall’improbabile nome di Gandhi, un uomo disperato che viene addirittura crocifisso. E nonostante ciò, è buono, clemente ed emissario di un messaggio di speranza verso la vita, verso l’Uomo. Vi ricorda qualcuno?

L’altra grande protagonista, insieme a Zucca, è ovviamente Bologna; una città in continua trasformazione, che molto è cambiata rispetto alla «piccola grande Bologna dell’avanguardia, il famoso “ombelico di tutto”, come cantava Guccini, fucina evolutiva di idee e tendenze, priva della necessità di ostentare, semplicemente intenta a fare e a creare, in una continua e crescente proliferazione di arte, talenti, moda, musica, sport e letteratura».

L’amore di Emilio per la sua città è un legame fortissimo, con risvolti anche negativi: Zucca non vuole viaggiare, non sente alcuna curiosità verso il resto del mondo. E, come spiega, ha scelto di fare il ristoratore anche per restituirle qualcosa, cimentandosi in cucina, proprio là dove Bologna è maestra. Le tipiche disavventure del ristoratore sono raccontate da Venturi con dialoghi esilaranti; le assurde richieste dei clienti vengono sicuramente dall’esperienza diretta di Venturi – sono troppo insensate per non essere vere: «il filetto al dente, il brodo asciutto, il pollo arrosto non al sangue, il brasato cottura media, la graminchia, la Falangina, il cous cous traminer, una panna cotta che sia ben cotta, un caffè alto ma non troppo, il pane senza glutei, il vino senza zolfo, il dolce non dolce, l’acqua leggermente naturale e anche il prosciutto di Prada, elegantissimo».

Gli spaghetti alla bolognese non esistono è un romanzo gustoso, che si chiude con un colpo di scena: gli spaghetti alla bolognese esistono, e li preparava nonna Angiolina ad un giovane Filippo. Le nonne sanno fare tutto, anche i miracoli, un po’ come la Madonna di San Luca. Ma, almeno per me, tra religione e cucina, vince sempre la cucina.

Filippo Venturi, Gli spaghetti alla bolognese non esistono, Mondadori, 2020, pp. 197, 18 euro.

https://www.librimondadori.it/libri/gli-spaghetti-alla-bolognese-non-esistono-filippo-venturi/

https://www.nonsolocinema.com/il-tortellino-muore-nel-brodo-di-filippo-venturi.html