La Costituzione italiana, “La più bella del mondo” per usare le parole di Roberto Benigni, all’articolo 9 recita. “La Repubblica …Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico  della Nazione”; e all’articolo 33: “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”.

Ma non è sempre così facile tutelare e diffondere l’arte, anzi, è per lo più difficilissimo, specie in periodi critici come questo dovuto alla pandemia Covid.
Un significativo aiuto viene però dalla tecnologia e in particolare da Google. Il colosso informatico statunitense infatti, già da parecchi anni ha realizzato una piattaforma on line per rendere accessibili i tesori d’arte del mondo. La piattaforma non è ancora molto conosciuta in Italia, ma all’estero ha già raccolto innumerevoli adesioni, specialmente per l’arte contemporanea.

Si chiama Google Arts & Culture (artsandculture.google.com) e, cosa non da poco, l’accesso è completamente gratuito. Al momento raccoglie le storie e il patrimonio di conoscenza di oltre 2.000 istituzioni culturali di 80 paesi nel mondo.
Uno dei cluster italiani che vi si trova è friulano e, ispirandosi al fatto di aver sede presso una azienda agricola, ha il nome di Art Aia (Art Aia – Creatives / In / Residence  artaiafvg.org) Si tratta di un interessante progetto creativo, centro culturale e residenza creativa, nei pressi di Sesto al Reghena (Pordenone).

Creata nel 2013 grazie alla volontà di Giovanni Morassutti, quarantenne attore padovano, allievo e poi collaboratore di John Strasberg e formatosi a livello internazionale, Art Aia si propone la ricerca e la sperimentazione artistica nel territorio, l’informazione, la promozione dell’arte e della cultura in ambito locale e internazionale, anche con di scambi e collaborazioni tra singoli artisti e gruppi di varie nazionalità e provenienze.

La novità di Art Aia su Google e Arts & Culture è la mostra “La Dolce Berlin”. L’iniziativa nasce dalla lunga esperienza di vita e lavoro condotta da Morassutti nella capitale tedesca e offre una panoramica sulla scena artistica indipendente di Berlino e sui suoi spazi alternativi. Musicisti del calibro del compositore giapponese Yukio Tsuji, artisti visivi e concettuali, illustratori , fotografi e registi hanno aderito a questa interessante iniziativa che grazie alle tecnologie di Google svela dettagli straordinari ben oltre ciò che è visibile ad occhio nudo. La mostra racconta anche altri spazi berlinesi come l’Institut für Alles Mögliche e i concerti del Tiefgarage Köln al NOISELAB di Teufelsberg.
Per chi vuole immergersi nella vita culturale undergound berlinese è un’occasione da non perdere.