“Grand Hotel Europa” di Ilja Leonard Pfeijffer

Ilja Leonard Pfeijffer - Grand Hotel Europa (romanzo), 2018. Traduzione dall'Olandese di Claudia Cozzi per editore Nutrimenti, 2020.

Molteplici sono le sfaccettature di questo romanzo: il ricordo di una una appassionante e tormentata storia d’amore si intreccia con un avvincente giallo sulla sparizione di un dipinto di Caravaggio. Sullo sfondo la Storia e il Futuro, il rimpianto e la speranza, le contraddizioni e le storture del presente, della politica, della società, di una borghesia che non riesce a rinnovarsi.

Il titolo rimanda all’Europa, che effettivamente è presente nel testo, ma soprattutto si parla di Italia, di come essa sia percepita diversamente a seconda di chi la vede e di come ci vive. E’ terra di approdo per il giovane Abdul, immigrato da un paese lontano;è luogo di ozio e di accademismi per gli ospiti fissi, praticamente residenti, di un hotel un tempo lussuoso, oggi decadente. Appare come un gran parco di divertimenti economico e un po’ all’antica per una famiglia di turisti americani.

E poi c’è Clio, la musa capricciosa e insoddisfatta, dal nome blasonato ma dalle capacità frustrate, amata e vezzeggiata dal narratore, paziente e innamorato forse non tanto di lei, quanto di ciò che la donna incarna: il mito di una cultura immensa che ha avuto un peso enorme nella storia del mondo ma che oggi non riesce a dare un futuro alle sue nuove generazioni. Il romanzo è stato scritto prima della pandemia, ma mostra una profetica e drammatica coincidenza con la realtà di oggi.

A volte ridondante, a volte eccessivo, con molti ampi “excurus” pertinenti ma sempre avvolgente e  avvincente, questo corposo volume di 606 pagine sembra riflettere, persino

 

nella mole, la figura del suo autore, Ilija Leonard Pfeijffer. Lo scrittore, nato in Olanda nel 1968, studi classici, dal 2008 vive stabilmente a Genova, dove ambienta in gran parte le sue cronache e i suoi romanzi.