Grande successo alla Fenice per “La scala di seta” di Rossini

E’ andata in scena con grande successo, al Teatro La Fenice, La scala di seta di Gioachino Rossini, opera deliziosa, anche se meno conosciuta dal grande pubblico, del compositore pesarese.

Composta su libretto in un atto di Giuseppe Foppa, questa farsa comica è stata riproposta nell’apprezzata messinscena firmata dal regista Bepi Morassi, che era stata presentata, nel gennaio 2014, al Teatro Malibran.

Il maestro Alvise Casellati, già molto gradito dal pubblico della Fenice per il rossiniano Il Signor Bruschino, è stato maestro concertatore e direttore dell’Orchestra, mettendo in evidenza, una volta di più, la sua ottima sintonia con le opere di Rossini.

Questa opera appartiene al gruppo di cinque farse che il compositore scrisse per il Teatro San Moisè di Venezia tra il 1810 e il 1813, le altre furono La cambiale di matrimonio, L’occasione fa il ladro, L’inganno felice e Il signor Bruschino.

La scala di seta, terza della serie, andò in scena il 9 maggio 1812 (quando Rossini aveva vent’anni) proprio al Teatro di San Moisè su un libretto di Giuseppe Foppa tratto da un omonimo opéra-comique parigino del 1808, L’Échelle de soie di Eugène de Planard.

La vicenda si snoda intorno alla scala di seta che la protagonista Giulia tende al marito segreto Dorvil per farla in barba al tutore e il tutto si sviluppa in un gran gioco di equivoci che permette al giovane Rossini di rivelare tutta la sua personalità comica, anche attraverso una partitura ricca di novità formali.

Dopo il successo iniziale del 1812 l’opera viene ripresa in vari teatri e portata una decina d’anni più tardi a Lisbona, ma successivamente, dopo una serie di riprese in teatri minori, scompare quasi totalmente dal repertorio per essere ripresa soltanto nella seconda metà del Novecento. La sinfonia dell’opera, invece, è sempre rimasta un brano molto frequentato dal repertorio sinfonico.

Sul palcoscenico della Fenice un ottimo gruppo di canto formato dal tenore Cristian Collia nel ruolo del vecchio Dormont, dal soprano Irina Dubrovskaya e dal mezzosoprano Rosa Bove nei ruoli di Giulia e della cugina Lucilla. E poi il tenore Francisco Brito in quello dell’innamorato Dorvil, il basso Claudio Levantino in quello del pretendente Blansac, e il baritono Filippo Fontana in quello del servitore Germano. Maestro al fortepiano è stata Roberta Paroletti.

Tutti bravi in questa brillante realizzazione dal crescendo tipicamente rossiniano con una citazione particolare per Irina Dubrovskaya e per Rosa Bove, non solo per il canto ma anche per l’azzeccata interpretazione e per la personalità in scena.

La scala di seta fa parte del progetto «Atelier della Fenice al Teatro Malibran», l’iniziativa della Fondazione Teatro La Fenice volta a sperimentare un nuovo modello produttivo che offre ai migliori giovani allievi dei principali istituti cittadini di formazione artistica (Accademia di Belle Arti e Conservatorio Benedetto Marcello), l’occasione di esprimersi artisticamente e formarsi professionalmente attraverso un lavoro di realizzazione teatrale concreto e di alto livello.

Così l’allestimento della Scala di seta si avvale di scene e costumi realizzati dalla Scuola di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia guidata dai tutor Giuseppe Ranchetti (laboratorio scene), Paola Cortelazzo (laboratorio progettazione costumi), Giovanna Fiorentini (laboratorio costumi), su progetti degli studenti Fabio Carpene (scene) e Sofia Farnea (costumi) preparati in appositi laboratori cui hanno partecipato una sessantina di studenti dell’Accademia.

Dopo la prima, lo spettacolo sarà seguito da quattro repliche, giovedì 26 settembre alle ore 19.00, sabato 28 settembre alle ore 15.30, mercoledì 2 ottobre alle ore 19.00 e martedì 8 ottobre 2019 alle ore 19.00.