“Hamburgo” di Lino Escalera

Vite in cerca di riscatto.

Alina, giovane e magrissima, con la sua felpa rossa con la scritta bianca “Hambrug” e poche altre cose, tutte in uno zaino, è arrivata dalla Romania a Marbella sognando di fare la cameriera e guadagnare bene.
Invece fa la prostituta e non guadagna null’altro che botte e schiavitù.
Germán, dopo una gioventù sbandata tra alcol, droga e un po’ di galera, si è ripulito e fa l’autista per Cacho, un vecchio sodale che, purtroppo, lo tenta continuamente per la cattiva strada.


Difficile d’altra parte restarne fuori, specialmente se quello che tu devi trasportare sono giovani donne: prostitute che lui porta “al lavoro” e delle quali vede e comprende la sofferenza e la paura, la rabbia e la ribellione.
Questa pellicola ad alta tensione drammatica e di suspense si svolge nell’atmosfera per lo più notturna dei club malfamati, opprimente per i colori cupi di ambienti chiusi e fumosi e per la miseria di tante vite senza futuro, ingannate da promesse fasulle e continui ricatti.


Si capisce che la malavita procura soldi tanti e in fretta, ma al prezzo altissimo di bruciare vite giovani e disperate. Il rischio è la costante, il successo è una variabile impazzita.
Una qualche forma di amore esiste, sì, ma è un sentimento egoista, esigente e distruttivo.
Germán e Alina però sembrano diversi dagli altri, sembrano gli unici che non si rassegnano e che ancora cercano e sperano di riuscire a fuggire lontano, magari proprio ad Amburgo, dove possano sentirsi finalmente liberi. Ma, in quel contesto delinquente, chi ambisce alla libertà non avrà vita facile.
Il regista madrileno Lino Escalera, classe 1975, già vincitore di numerosi riconoscimenti internazionali, è presente in concorso al 43° Torino Film Festival 2025 questo suo secondo, interessante e ben congegnato lungometraggio. Durata: 113′.