I nomi epicenici possono essere sia maschili che femminili come ad esempio sentinella, pesce, pantera, coccodrillo.

Il ventisettesimo romanzo della sempre sorprendente Amélie Nothomb racconta di un rapporto padre-figlia (dopo aver raccontato in Colpisci il tuo cuore, 2017, come una ragazza riesca e sopravvivere a una madre anaffettiva), di una vendetta e di un bisogno disperato di …


Inizio anni 70, Dominique ha venticinque anni, lei (che avrebbe potuto essere un “lui”, colpa di un nome epiceno) è seduta in un bar caffetteria, un uomo la guarda e spavaldamente dice di essersi innamorato di lei. Il suo nome è Claude (e sì, avrebbe potuto essere una “lei”) e aggiunge: “Vado a Parigi per creare una società”.
Dominique, donnina minuta, che vive con i genitori, un lavoro da segretaria, molto discreta e senza esperienza è spaventata da quest’uomo che la considera la donna della sua vita. L’uomo non demorde e riesce, con un equivoco tanto maldestro quanto da moderna tragedia greca, a conquistarla. Si sposano e vanno a vivere a Parigi. Claude inizia presto a mostrare un lato oscuro, talvolta espresso con uno sguardo torvo altre volte esplicitato attraverso frasi glaciali. Vuole un figlio, ma Dominique non riesce a restare incinta. Dopo parecchio tempo, quando finalmente è in arrivo l’erede, Claude sembra tornato quello di un tempo. Ma come nasce la bimba, assume un atteggiamento distaccato. Più passa il tempo più prende le distanze dalla piccola Épicène (nome scelto da lui, 
ispirato alla commedia Epicoene o La donna silenziosa del drammaturgo inglese Ben Jonson, il cui personaggio eponimo si rivela essere un uomo travestito da donna – dettaglio quest’ultimo non rivelato alla moglie). 

Il lettore comprende presto che Claude sia freddo e calcolatore e che usi la donna e la bambina come pedine per i suoi oscuri progetti personali. Se con Dominique gli alti e i bassi sono regolari, tratta Épicène con puntuale indifferenza; del resto piuttosto precocemente, a 5 anni, la bambina capirà di non essere amata, ma soprattutto di non amare suo padre. Sentimento che si tramuterà in odio.
Infatti, mentre Dominique si rifiuta di vedere il suo atteggiamento malsano, Épicène capisce rapidamente il potere di fastidio che prova quando quell’uomo è vicino a lei e cerca il più possibile di alienarsi da lui.

Un romanzo breve e feroce su due vite tanto diverse quanto simili, non solo geneticamente, l’una conseguenza dell’altra, e sugli effetti collaterali del loro incedere, chi per portare a compimento un piano bislacco chi per proteggere e proteggersi.
La Nothomb non risparmia nessuno dei suoi personaggi con le sue evocazioni potenti tra mitologia e mondo animale per descrivere identità e dualità. Famiglia, infanzia, amore e odio, menzogna e vendetta sono descritti in modo meno genuino rispetti ad altri suoi romanzi, ma la sua scrittura ha sempre una forza sorprendente. 

 

 

 

 

Amélie Nothomb, I nomi epiceni, Voland 2019, pp. 128, € 15