Iaia Forte al 34° Lovers Film Festival Torino

LGBTQI Visions

È bellissima, Iaia Forte, nel suo essere autentica e anticonformista, antidiva e grande donna. Cordiale, sorridente, empatica, racconta se stessa con generosità e nel contempo con modestia. L’artista napoletana, cinquantasette anni, è a Torino in occasione del 34° Lovers Film Festival ed è protagonista di uno degli incontri di “Fronte del Corpo, il confronto sui temi della rappresentazione femminile nel mondo dello spettacolo”, con Michela Murgia, venerdì 26 aprile 2019.

“Se si parla di confini e sconfinatezza del corpo attoriale, io ho proprio iniziato con il corpo – spiega Iaia – perché le mie prime esperienze sul palcoscenico sono state con la danza. Ma anche la parola è corpo e riconosco gli attori che non usano il corpo come parola, come mezzo espressivo. Io, questo tipo di teatro, non l’ho mai abbandonato, anche se è come una specie quasi in via di estinzione”.

Pensando a “La TV delle Ragazze” la Forte precisa che “la politica si fa anche con ben precise scelte artistiche”  e chiude qui il discorso, con una chiarezza che non chiede ulteriori spiegazioni.

Ricordando l’occasione della consegna del Premio Fiesole nel 2010 a Paolo Sorrentino per “Hanno tutti ragione”, Iaia racconta che il compito di leggere alcuni passi del romanzo fu dato proprio a lei. Da quella lettura a rappresentare l’opera a teatro fu una conseguenza logica. “Dissi a Paolo che volevo essere io a incarnare Toni Pagoda, l’impomatato protagonista. Sei pazza, mi rispose lui. ma fallo. Lo spettacolo è andato bene, lo rappresentano da sei anni e grazie al traino che ci ha dato nel frattempo anche l’Oscar a Sorrentino nel 2014, lo abbiamo portato anche all’estero: Londra, Parigi… .”Impersonare Toni Pagoda (Tony Pagoda è un cantante di night 40enne cocainomane e sciupafemmine che decide di dare una svolta alla propria vita, ndr.) mi ha dato una grande soddisfazione: ha una sua struttura musicale e, parlando di sconfinatezza, mi ha fatto davvero sfidare i limiti del naturalismo. Il cinema di questi ultimi anni, invece, ha raccontato il corpo femminile in modo spesso convenzionale”. Ma lei, Iaia, certo convenzionale non è: “Sono fiera di aver interpretato anche tanti personaggi di donne forti e virili. Io ho imparato da registi come Marco Ferreri a difendere sempre la proprio diversità. i grandi maestri hanno sempre la spudoratezza di essere se stessi fino in fondo”. E sappiamo quanto il Festival LGBTQI di Torino abbia fatto ormai da più di tre decenni la difesa della diversità il suo vessillo.

“L’utilizzo del corpo cambia molto tra essere attrice di teatro e di cinema: il controllo cui sei obbligata nel cinema è totale: il corpo e il viso acquistano nel cinema un significato enorme, grazie ai primi piani. La lezione che ho imparato nel cinema l’ho applicata nel teatro. Il cinema è dei registi; il teatro è degli attori”.

Un chiusura la Forte fa un accenno ai suoi lavori in corso, un family per RAI1 di nuovo con Pappi Corsicato  e uno spettacolo che attendiamo con interesse su Katherine Mansfield, la scrittrice neozelandese che all’inizio del Novecento fu una delle precorritrici delle libertà omosessuali femminili.