“Il censimento dei radical chic” di Giacomo Papi

Un romanzo paradossale e grottesco, come la realtà

«I fatti narrati in questo libro accadranno». Così Giacomo Papi allerta il lettore, fin dalla prima pagina. E non possiamo che dargli ragione: le vicende raccontate sono distopiche e surreali solo a prima vista; il seme dell’ignoranza che muove i personaggi è già stato piantato.

Ci troviamo in un’Italia molto simile a quella attuale, in un futuro non troppo lontano. Il governo (non importa di quale schieramento) ha capito che il popolo ha bisogno di un’unica cosa: un nemico. E così si è già efficacemente sbarazzato dei clandestini, dei rom, dei raccomandati e degli omosessuali. Ora è il turno degli intellettuali, definiti sprezzantemente “radical chic”, colpevoli di infierire sugli onesti cittadini con paroloni incomprensibili, solo per dimostrare una presunta superiorità.

Il professor Giovanni Prospero è il primo a cadere: dopo aver citato Spinoza durante un talk show, viene bastonato a morte davanti alla porta di casa. Seguono ulteriori attacchi. Il governo decide quindi di intervenire applicando diverse misure: viene istituita l’Autorità Garante per la Semplificazione della Lingua Italiana, col compito di bandire tutte le parole ritenute superflue o troppo difficili. Ma, soprattutto, si da il via a un censimento di tutti gli intellettuali del Paese, allo scopo -pare- di proteggerli; gli addetti al censimento entrano in tutte le case controllando librerie e maglioni di cachemire al fine di ultimare il primo Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic.

La figlia del professor Prospero è l’unico personaggio che riesce a mantenere uno sguardo distaccato sui fatti; Olivia, infatti, vive all’estero e questo le regala una lucidità che molti altri non hanno. Anche alcuni vecchi amici del professore cadranno nella rete tesa dal governo. Dall’altra parte troviamo un emblematico Primo ministro degli Interni: un ministro degli interni che legifera in realtà su qualsiasi tema, che spara a zero su tutti, che pontifica dai suoi canali social. L’intelligenza serve soltanto se la tieni nascosta: questo il suo credo, l’unica regola necessaria a governare un popolo fatto di omuncoli ignoranti, privi di umanità, senza alcuna empatia per il prossimo.

Il censimento dei radical chic farebbe sbellicare, se non fosse tutto così vero: il disprezzo per il diverso, il termine “buonista” usato a casaccio come insulto, la derisione della cultura e di chi se ne fa portatore. Giacomo Papi ha scritto un romanzo profetico, che invita a una drastica inversione di rotta.

Giacomo Papi, Il censimento dei radical chic, Feltrinelli, 2019, pp. 141, 13.00 euro.