Spesso è dai fatti di cronaca che l’arte trae la sua ispirazione più potente. È il caso de “Il compleanno di Ciro” di Marta Esposito, vincitore del premio per il Miglior Cortometraggio dell’ottava edizione di Edera Film Festival: un’opera che non teme la materia sorgente, ma anzi la onora nel migliore dei modi.
Il corto è dedicato alla memoria di Ciro Colonna, vittima innocente di camorra. Attraverso contributi di repertorio, filmini familiari e delicate sequenze di finzione gestite con maestria dalla regista, riviviamo una giornata chiave nelle vite dei Colonna: l’approssimarsi del compleanno del giovane ragazzo, scomparso per un’infausta fatalità. “Il compleanno di Ciro” nasce nel contesto del Giffoni Film Festival, dove è stato presentato in anteprima nel 2025, ed è prodotto da Giffoni Innovation Hub, Mad Entertainment, Gabbianella Movie, in collaborazione con il Comune di Napoli e il Patrocinio di Libera, presidio territoriale di Ponticelli.
Marta Esposito ritrae senza retorica la dignità con cui una madre, orfana dell’amato figlio, si appresta a celebrare il suo impossibile ritorno in città dopo un lungo viaggio. La permanenza di Ciro all’estero, tanto nominata da Adelaide (interpretata dalla sempre convincente Marianna Mercurio), diviene il falso ricordo con cui sostituisce l’insensata tragedia che l’ha colpita. Vediamo la donna affaccendarsi nelle fatiche quotidiane, rese particolarmente speciali dal ricorrere del compleanno di Ciro. La casa vuota, in stasi, costellata di tanti piccoli indizi atti a segnalare il peso di un’assenza che non è solo temporanea, si contrappone all’urgenza che guida ogni azione di Adelaide: bisogna sbrigarsi, deve essere tutto pronto e perfetto per l’arrivo del figlio. Ma Ciro non farà ritorno, nonostante ogni cosa sia in ordine e la sua torta preferita sia pronta, i capelli siano acconciati e l’abito sia quello delle occasioni buone; lui non tornerà perché è stato strappato troppo presto alla sua famiglia.
Nello sguardo finale di Marianna Mercurio, alla febbrile ricerca del volto di Ciro tra i viaggiatori in discesa alla fermata Argine di Napoli, troviamo un caleidoscopio di emozioni dalla connotazione dolceamara. La magistrale interpretazione dell’attrice partenopea veicola un reticolo di messaggi contraddittori, che rappresentano di fatto la storia della città e dei suoi abitanti.
Già nei mesi successivi all’agguato di cui Ciro era stato vittima collaterale, Adelaide, papà Enrico, la sorella Mary e il quartiere tutto si erano mossi per rendere il rione un luogo di riscatto: hanno ridato vita al campo di calcio del Lotto 0 insieme agli attivisti di Libera, al movimento ‘Un popolo in cammino’, alle associazioni locali ‘Un’infanzia da vivere’ e ‘Francesco Paolillo’, hanno inoltre promosso la realizzazione di un’area di giostre, aiuole atte alla decementificazione e campetti aggregativi. Proprio nel quartiere nativo di Ponticelli nel 2019, a tre anni dall’omicidio di Ciro Colonna, il Centro Educativo Polifunzionale viene intitolato al ragazzo.
La dedica al giovane è un monito per chi ha reso quelle zone teatro di guerra, un intervento di riqualificazione urbana e sociale importante. Marta Esposito, classe 1996, attraverso un’innata sensibilità si fa bandiera di impegno civile e memoria, dimostrando che è proprio dalle nuove generazioni che può e deve partire la spinta al cambiamento.




















