Il film spagnolo Inland/Meseta di Juan Palacios vince il Premio Miccichè alla Mostra di Pesaro 2019

La 55. edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro è stata molto ricca di iniziative, dalla rassegna “Iero, oggi, domani. Il film di genere in Italia”  alla personale dell’autrice americana Lee Ann Schmitt, dall’attenzione verso gli sguardi femminili nel cinema russo al focus sul cinema spagnolo, dalla rassegna “Femminismi – Lezioni di storia 4” fino allo spazio denominato Satellite sulle visioni per il cinema futuro.

Nella sezione in concorso sono stati presentati sette lungometraggi provenienti da tutto il mondo e realizzati da registi giovani, alla loro prima o seconda regia, e presentati in anteprima mondiale. La Giuria, composta dall’attrice Olimpia Carlisi, dal regista Amir Naderi e dall’attore Andrea Sartoretti, ha assegnato il Premio Lino Micciché per il miglior film del concorso a Inland/Meseta dell’autore spagnolo Juan Palacios. Il film è stato premiato con la seguente motivazione: “L’autore con il suo cinema ha voluto condividere le memorie, il presente e il futuro attraverso l’immagine il suono e il movimento con una onesta, pura, competente e personale visione del cinema”.

L’opera è ambientata in un luogo imprecisato della Spagna centrale, dove si possono incontrare un pastore che sogna di andare sul lago Titicaca, un duo musicale in pensione che ricorda la loro epoca d’oro, due bambine alla ricerca infruttuosa di Pokemon, e un signore anziano che per addormentarsi conta tutte le case vuote del villaggio. Un mosaico di personaggi che diventano come una sorta di incidenti geografici di una terra la cui cultura e il cui stile di vita sembrano sul punto di scomparire. Il film è quasi una mappa per navigare attraverso il passato, il presente e il futuro di questo paesaggio vuoto che è la Spagna. Infatti la natura, gli abitanti e il clima diventano i punti centrali di quest’opera che diventa un documentario d’osservazione, mettendo in evidenza anche l’esperienza del regista in questa direzione.

La giuria ha voluto, inoltre, assegnare due Menzioni Speciali. La prima è andata al film indiano “That Cloud Never Left di Yashaswini Raghunandan per “l’originalità e la grazia con cui coniuga una dimensione particolare con una dimensione universale”, la seconda al film giapponese “The Kamagasaki Cauldron War” di Leo Sato perché “L’autore, usando i toni della dark comedy, racconta la città di Osaka, la sua cultura e il suo tempo con un ritmo e uno stile cinematografico sorprendenti”.

Nel film indiano i personaggi fabbricano giocattoli sonori utilizzando materie di scarto, fra i quali spezzoni di vecchi film della Bollywood tradizionale. Ma questa non è che una delle dimensioni dell’opera della regista indiana, che si aggira con la macchina da presa in un villaggio vicino Calcutta, cogliendo frammenti di conversazione e altri riti, come i giochi dei bambini, intervallati al montaggio con scene del cinema tradizionale che vediamo riciclato. Un’opera semplice ma anche originale l’autrice mette in evidenza anche una capacità di esprimere toni fiabeschi che vanno ad inserirsi in elementi estremamente realistici.

Dal Giappone, invece, arriva un film girato in 16mm che racconta, con vivaci colori,  Kamagasaki, un quartiere “invisibile” di Osaka che fin dal dopoguerra raccoglie lavoratori saltuari e prostitute, con un approccio documentaristico e attori non professionisti. Il tesoro-simbolo della comunità, l’enorme calderone attorno al quale si scatena la guerra fra bande, si scopre essere in realtà l’affetto che lega questa comunità apparentemente sbandata.

La giuria studenti del Concorso Pesaro Nuovo Cinema coordinata da Pierpaolo De Sanctis e composta da studenti delle università e scuole di cinema italiane ha assegnato il premio per il miglior film del Concorso a Inland / Meseta di Juan Palacios (che quindi vince doppiamente) con questa motivazione: “Per la capacità di raccontare il paesaggio dell’entroterra spagnolo trasfigurandolo in una dimensione universale e atemporale, dove tradizione e modernità collidono attraverso lo sguardo immersivo dell’autore”.

Da segnalare, inoltre, che alla Mostra di Pesaro il Cinema in Piazza propone una selezione dei titoli presenti nelle sezioni principali del festival, adatti ad un pubblico meno specializzato, ma altrettanto curioso. Gli spettatori della “piazza” dell’edizione 2019 sono stati chiamati a votare alla fine di ogni proiezione e il vincitore è risultato essere Song’e Napule di Antonio e Marco Manetti (presente nella rassegna dedicata al film di genere) che è stato anche il film più votato in assoluto.

di Alessandro Cuk