“Seppellire un amico ti svuota dentro”.

Pil (Giovanni Arezzo), Noce (Antonio Bandiera), Puh (Laurence Mazzoni), Dany (Federico Gariglio) sono in riva al mare di una città di provincia. Fumano e sorseggiano birra cercando di parlare di tutto, e quindi di niente; basta non parlare del funerale cui sono stati, anche se poi i loro discorsi tornano sempre all’amico appena sepolto. Stanno aspettando Cristina (Grazia Capraro) per dare il loro ultimo saluto a Frankie (Luca Terracciano), morto nel giorno del suo compleanno. Amici da una vita, ragazzini che inseguivano il sogno di sfondare come calciatori, ma, una volta cresciuti, gli dei hanno avuto per loro progetti diversi.
I fari da stadio che prima illuminavano tribune e i loro calci al pallone, ora sono puntati su di loro. La morte dell’amico li ha portati fin lì, a fare i conti con lui e con sé stessi.
Fine primo tempo.
Secondo tempo di gioco. Sono le ultime ventiquattro ore di Frankie: il risveglio, i litigi, le discussioni, le riflessioni, i discorsi senza senso, il vuoto dentro, il futuro con la fidanzata Cri e con gli amici. Un giorno come tanti. Non fosse che è il compleanno il Frankie. Non fosse che lui avrebbe voglia di ripartire da zero. Non fosse che è il suo ultimo giorno di vita.
Fine partita.
Vi consigliamo di andare a vedere questo spettacolo. Una commedia amara che spezza il cuore per il non avere filtri nei dialoghi, nei gesti, nell’umanità viscerale che questi giovani attori mettono in scena. E il giorno dopo non riuscirete a pensare ad altro che alla loro storia raccontata da questi interpreti capaci di trasmettere la paura del “niente”, del silenzio, del poi, che i protagonisti vedono nel loro presente. Vincitore del premio Bruntwood 2013 per Playwriting, l’opera prima del ventottenne Luke Norris So Here We Are, “è un racconto su ciò che può accadere quando non succede niente, uno sguardo compassionevole sulle giovani vite interrotte e un toccante ritratto di amicizie infantili che faticano ad accettare la loro vita adulta.”

«La regia – afferma Silvio Peroni – è tesa a far emergere le storie e i conflitti dei protagonisti attraverso un gioco teatrale scevro da “effetti”. Vuole far affiorare l’elemento drammaturgico in sé. Un lavoro incentrato sugli attori, sulla capacità di raccontare e sulle relazioni che si dovrebbero stabilire fra autore, attore e spettatore; un triangolo comunicativo che pone l’accento sul messaggio del testo e sulle immagini emotive che le parole del testo ricreano».

 

So here we are di Luke Norris

traduzione Enrico Luttmann

regia Silvio Peroni

con Giovanni Arezzo, Antonio Bandiera, Laurence Mazzoni, Federico Gariglio, Grazia Capraro, Luca Terracciano

scena Tommaso Ferraresi

aiuto regia Elizabeth McCreton

produzione Khora Teatro

in coproduzione con Compagnia Mauri Sturno

premio Bruntwood 2013 per Playwriting