Il Museo Archeologico Libero D’Orsi

Percorsi d’arte nella Reggia Reale del Quisisana

Inaugurato alla fine dell’estate, in una soleggiata mattina di settembre, il nuovo Museo Archeologico di Stabiae – intitolato a Libero D’Orsi nella Reggia Reale del Quisisana – è una piccola perla sulla strada panoramica che sovrasta la città di Castellammare di Stabia.

Dopo 23 anni di chiusura dell’Antiquarium stabiano voluto dall’archeologo Libero D’Orsi, il Museo, novità di rilievo per Castellammare, accoglie le testimonianze della Stabia archeologicastoria con reperti e affreschi di Stabiae.

Il progetto scientifico del Museo vede i nomi illustri di Francesco Muscolino, Direttore delle ville di Stabia e della Reggia di Quisisana nonché prossimo Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e di Massimo Osanna, Direttore generale dei Musei e Direttore ad interim del Parco archeologico di Pompei .

Il progetto espositivo e il disegno d’insieme del nuovo spazio sono opera dello studio COR arquitectos (Cremascoli, Okumura, Rodriguez) con Flavia Chiavaroli, studio già attivo nel segmento museale con progetti di rilievo, che con questo allestimento avvia una trilogia di progetti espositivi molto interessanti in area vesuviana e pompeiana.

In esposizione permanente reperti archeologici dell’area vesuviuana stabiana: affreschi, terrecotte e vasellame da mensa, pavimenti in opus sectile, sculture, stucchi, oggetti in bronzo e in ferro in parte già ospitati nell’Antiquarium stabiano, poi chiuso al pubblico nel 1997.

Il Museo – costituito al momento da quindici sale – va a integrare l’offerta culturale e il circuito archeologico dell’antica città di Stabiae, in rete con i siti di Villa San Marco e Villa Arianna. E’ stato inoltre previsto per un prossimo futuro un ampliamento del percorso espositivo, all’interno del quale sarà possibile visitare, dopo molti decenni, la decorazione della rampa che collega il peristilio inferiore con quello superiore della vicina Villa San Marco, rampa che sarà ricostruita per consentire la fruizione al pubblico.

Le sale del nuovo sito museale, infilate una dentro l’altra si presentano al visitatore invase dal paesaggio e dai suoi colori: sulla pittura a parete il rosso intenso tipico degli affreschi del luogo, convive con il giallo ocra, con il nero vulcanico e con il verde della natura rigogliosa circostante. Completa l’ambiente un sistema di rivestimento con carta da parati che crea un effetto a trompe l’oeil mediante ripetizione sulle sovrapporte dell’immagine di due affreschi provenienti dal sito di Villa San Marco: una sensuale citarista risalente al I sec d. C., e il particolare di un volto maschile, un Dioniso o Zeus su fondo rosso.  

Con attenzione e cura i progettisti hanno individuato nell’ex Antiquarium alcune vetrine degli anni ’50 che sono state restaurate e riallocate nello spazio a contenere terrecotte, piccoli bronzi, monili e vasellame. L’impatto di insieme è un circuito tra paesaggio e antico che spinge il visitatore sala per sala, in perfetta immersione con l’ambiente. 

Il percorso espositivo offre un quadro complessivo di Stabiae e dell’Ager Stabianus dall’età arcaica sino all’eruzione del 79 d.C. Le prime sale sono dedicate alla storia della Reggia di Quisisana, che rappresenta il più antico sito borbonico voluto da Carlo III in luogo salubre e con affaccio sul golfo di Castellammare e di Napoli, e alle ricerche archeologiche con particolare attenzione agli scavi borbonici e a quelli di Libero D’Orsi. 

Le altre sale indagano la Stabiae preromana e il periodo romano fino al 79 d.C. con alcuni approfondimenti tematici partendo dalle celebri ville costruite sul pianoro di Varano: da Villa San Marco alla Villa del Pastore, dal Secondo Complesso fino a Villa Arianna.  Le ultime sale raccontano la villa del Petraro con decorazioni in stucco provenienti da lussuosi ambienti termali e la villa di Carmiano a Gragnano, cuore dell’allestimento permanente. A conclusione dell’esposizione un carro in bronzo di Villa Arianna, mostrato al pubblico per la prima volta completo di tutti i suoi finimenti, testimonia le ricche produzioni agricole delle terre del Vesuvio. 

Il Museo Archeologico Libero D’Orsi, è al momento chiuso in conformità al nuovo DPCM e si attende la riapertura dopo il 3 dicembre 2020, così come per tutti i siti museali. Aspettiamo dunque, dicembre, per godere di nuovo dell’archeologia di Stabiae e della vista mozzafiato dalla terrazza del Quisisana sul golfo e sul Vesuvio.