“Il piacere è tutto mio” di Sophie Hyde

Un avventuroso, divertente e toccante viaggio emozionale alla scoperta della propria sessualità per una strepitosa Emma Thompson nel difficile ruolo di una donna di mezza età alla ricerca del piacere in un chamber piece diretto con tenerezza, ma senza inutili sentimentalismi, dalla giovane regista australiana Sophie Hyde.

La due volte premio Oscar attrice britannica Emma Thompson potrebbe mettere una bella ipoteca su una terza statuetta con la sua interpretazione di Nancy Stokes, ex insegnante di religione di 55 anni, di recente vedova, che nella sua noiosa vita matrimoniale non ha mai provato un orgasmo.

Decide quindi di rivolgersi a un sex worker, il giovane “esteticamente perfetto” Leo Grande (Daryl McCormick) – da cui il titolo originale del film Good Luck to you, Leo Grande – certa che l’aiuto di un professionista possa colmare questa lacuna senza crearle troppo imbarazzo.

A questo punto il film poteva prendere due strade: quella della commedia leggera e frivola o quello della presa di coscienza di una donna che riscopre il proprio corpo non più giovane, e fino a quel momento percepito come non più attraente e attrattivo,  lontano mille miglia dalle aspettative di canoni di bellezza dettati da ritoccatissime  influencer di Instagram e Tik Tok.

Sophie Hyde si avventura in un genere che sta a metà strada: quello della nascita, attraverso quello che un tempo si sarebbe chiamato “rapporto mercenario”, di un dialogo, di una quasi-amicizia tra due persone estranee e diverse, che cresce proprio attraverso il contrasto tra i due protagonisti, in una contrapposizione che non è  solo generazionale.

Leo Grande compare all’inizio del film con un sorriso contagioso  e uno zainetto in spalla come uno studente qualsiasi o un ragazzo al primo giorno di lavoro.

Nancy, invece, è già nella camera prenotata di un anonimo ed elegante albergo. Ed è molto imbarazzata: dalla sua scelta, dalla situazione, dal fatto di trovarsi di fronte un uomo sconosciuto, con cui ha deciso di fare sesso, che ha l’età dei suoi figli. Il peso dei condizionamenti culturali e sociali da un lato segnano la iniziale ritrosia di Nancy a “lasciarsi andare”, ma anche a porsi la domanda più ovvia: perché un giovane uomo attraente e intelligente decide di fare quello che fa? Dall’altro lato c’è Leo Grande, di cui sappiamo che il nome è di fantasia. Sono di fantasia anche i racconti della sua vita? Storie addomesticate alla realtà che vive ogni giorno o al ruolo che deve recitare?

D’altra parte per Nancy è un po’ come raccontare se stessi allo sconosciuto in treno: non ti vedro mai più, posso svelarti anche i miei più reconditi desideri, anzi, addirittura farne una lista, come quella del supermercato (e far ridere noi spettatori).

Presentato alla 72esima Berlinale e al Sundance Film Festival, Il piacere è tutto mio  mostra grande equilibrio grazie alla sceneggiatura di Katy Brand, in grado di stemperare  i momenti seri e le complesse dinamiche dei due protagonisti con i toni della commedia e piccoli quasi-duelli verbali che sottolineano la bravura della sessantatreenne Emma Thompson nel destreggiarsi abilmente in un ruolo non facile. E di essere in grado di mettere il proprio corpo nudo di fronte allo specchio in una scena che parla al pubblico dell’accettazione di sé stessa, novella Eva in posa come in un dipinto.

Ne Il piacere è tutto mio  sfilano piacere, sensualità, imbarazzo, repressione, liberazione. Se da un lato Leo Grande – nei tre incontri che scandiscono le due ore del film- dimostra di essere un uomo maturo, votato a offrire piacere agli altri, dall’altro lato lo spettatore assiste alla maturazione di Nancy, che parte dalle insicurezze legate alla età e si libera piano piano dei condizionamenti che ne hanno segnato tutta la vita.

In conclusione, Il Piacere è tutto mio è davvero un piacere da guardare.

Titolo originale: Good luck to you, Leo Grande
Regia: Sophie Hyde
Interpreti: Emma Thompson, Daryl McCormick
Durata: 97′
Distribuzione: Bim Distribuzione
Uscita (Cinema): 10 novembre 2022