Il Teatro La Fenice inaugura la sua nuova stagione lirica con Macbeth di Giuseppe Verdi, una nuova produzione firmata dal regista Damiano Michieletto e dal suo insostituibile gruppo di lavoro. Per chi è abituato a seguire il lavoro del regista veneto, con questo Macbeth non potrà che rimanere stupito. Lo spettacolo, infatti, sembra annunciare una svolta sostanziale del suo percorso creativo, tesa alla sintesi degli elementi disposti sulla scena in favore di una regia coerente e curata in ogni suo minimo dettaglio.

L’intero palco, unicamente delimitato ai lati da due pareti neon e da un telo di plastica in movimento come sfondo, è lo spazio entro il quale si svolge la vicenda. Un’altalena e un palloncino, destinati a essere coinvolti lungo tutta la drammaturgia, ripropongono il colore rosso del sangue versato e il bianco quale simbolo di purezza e innocenza. Giocando con questi pochi elementi, Paolo Fantin consente al regista di rappresentare una versione del dramma di Shakespeare con una linearità e coerenza tale da non temere nemmeno un istante di stanchezza inventiva.

Se le streghe, con il loro aspetto apparentemente neutro, non incutono poi granché terrore, molti sono i punti ad alto tasso di coinvolgimento emotivo, come la fine del primo atto nello straziante corale Schiudi, inferno, la bocca, ed inghiotti. Così come nel monologo in cui Macbeth, convinto dalla moglie, tiene in una mano il pugnale e con l’altra straccia il telo di plastica, aprendo un varco attraverso il quale accedere alla stanza di Re Duncano per ucciderlo. Il suo fantasma subito si presenterà al suo aguzzino svestito, intento a ricoprirsi di vernice bianca, mentre quello di Banco lo raggiungerà sottoforma di scheletro scatenando l’azione logorante che le allucinazioni esercitano sulla psiche del protagonista, diretto alla follia.

Espressiva, acuta e penetrante, la voce di Vittoria Yeo si presta perfettamente a rappresentare l’animo spietato di Lady Macbeth, sovrastando l’orchestra sia nei passaggi delicati, quanto nel tutti. Il timbro penetrante e la continua ricerca di un suono rotondo fanno di Simon Kim un Banco ideale, mentre su tutti si distacca per bravura interpretativa e scenica, Luca Salsi che, grazie alla disinvoltura tecnica e a un senso musicale fluido e naturale, offre un’interpretazione di Macbeth sopra ogni aspettativa.

Il Teatro La Fenice dona così uno spettacolo straordinario, mosso nella piena compenetrazione tra scena e musica, qui diretta da un Myung-Whum Chung in spendida forma. Poche manifestazioni di dissenso vengono soffocate dall’entusiasmo generale del pubblico che affolla il teatro veneziano: difficile dargli torto.

 

cast

Macbeth ⎮ Luca Salsi
Banco ⎮ Simon Lim
Lady Macbeth ⎮ Vittoria Yeo
Dama di Lady Macbeth ⎮Elisabetta Martorana
Macduff ⎮ Stefano Secco
Malcom ⎮ Marcello Nardis
Il medico ⎮ Armando Gabba
Domestico di Macbeth
Antonio Casagrande (23, 27/11, 1 /12)
Enzo Borghetti (25, 29/11)
Sicario
Emanuele Pedrini (23, 27/11, 1 /12)
Giampaolo Baldin (25, 29/11)
Araldo
Umberto Imbrenda (23, 27/11, 1 /12)
Nicola Nalesso (25, 29/11)

Tre apparizioni solisti dei Piccoli Cantori Veneziani

Direttore ⎮ Myung-Whun Chung
Regia ⎮ Damiano Michieletto
Scene ⎮ Paolo Fantin
Costumi ⎮ Carla Teti
Light designer ⎮ Fabio Barettin
movimenti coreografici ⎮ Chiara Vecchi

Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
Maestro del Coro ⎮ Claudio Marino Moretti

Coro di voci bianche
Maestro del Coro ⎮ Diana D’Alessio, Elena Rossi