Che cosa rimane oggi della setta degli Shakers? Forse solo una traccia nell’arredamento, spoglio di qualsiasi tipo di aggiunte decorative. Caratteristica che negli ultimi anni ha attirato l’attenzione di molti designer negli Stati Uniti che vi vedono un’anteprima del minimalismo attuale. Paradossalmente, i mobili d’epoca Shaker, che un tempo rappresentavano il massimo della frugalità, sono oggi ricercati e venduti a prezzi molto elevati.
Ma chi erano gli Shakers? Erano una setta religiosa sorta in Francia con i Camisardi delle Cévennes alla fine del Seicento ma presto, a causa delle presecuzioni, spinta in Inghilterra, dove venne dato loro questo nome a causa dei tremori mistici e dei balli “agitati”, attraverso i quali manifestavano la propria fede.
Nell’incontro con gli Shakers, la giovane Ann Lee (Manchester, 29 febbraio 1736 – Watervliet, 8 settembre 1784), operaria analfabeta, tanto povera quanto religiosa, trovò sollievo dalla sua situazione familiare deplorevole e ne divenne la principale esponente. Per questo, anche se nessuno dei suoi quattro figli visse più di qualche giorno, fu chiamata Mother Ann, in quanto madre spirituale di tutti i seguaci, che con lei si trasferirono nel New England, Stati Uniti. La loro comunità sopravvisse a Mother Ann e arrivò, nella metà del XIX secolo, a contare circa venticinque villaggi rurali e 4 000 soci.
Il film racconta tutto questo, a tratti sotto forma di musical, per sottolineare l’importanza della espressione corporea nei precetti di questa setta. Ma compaiono anche le scene sanguinolente di persecuzioni, imprigionamenti e torture, così come quelle di prodigi, come quando Ann levita o davanti al tribunale lei, analfabeta, si mette a parlare latino (oltre a varie altre lingue antiche e classiche) e convince i giudici a riconoscere la sua “santità” e ad assolverla.
È giusto ricordare questo personaggio umile ma grande trascinatrice di folle di diseredati, infiammati da una dottrina per certi versi definitivamente fanatica, ma per certi altri straordinariamente progressista, come per esempio quando si proclamava la parità tra uomo e donna nella predicazione della dottrina. In un certo senso furono concetti precorritori di una certa idea di comunismo, di emancipazione femminile e di ribellione delle donne contro la diffusa e normalissima brutalità di mariti padroni per i quali trattare le mogli come oggetti animati era non solo un diritto ma persino un dovere.
Nel film c’è più fanatismo che fede, specialmente nelle manifestazioni corporee, ossia canti e balli sfrenati, quasi dionisiaci, gesti al limite dell’esaltazione. Ma forse era proprio così, forse era il modo di sopperire a tanto avvilente miseria.
Il film può interessare dal punto di vista storico, può essere un punto a favore del femminismo tanto appoggiato dalla regista, ma non è avvincente. Può darsi che la storia di Ann, in sé, non offra molto di più e che già questo sia il massimo che si potesse ottenere. Solo la brava Amanda Seyfried, che è anche davvero molto bella, riesce a trasformare la mistica Ann in un’eroina.
Presentato in anteprima all’82ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il 1º settembre 2025, il film è stato riproposto alla Berlinale 2026 nella sezione fuori concorso Berlinale Special Gala
La regista norvegese Mona Fastvold (Oslo, 7 marzo 1981), già co-sceneggiatrice di tutti i film del marito, l’attore americano Brady Corbet ( si ricorda, in particolare, The Brutalist) ha molto a cuore l’esperienza femminile. Su tale tema ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2020 il suo secondo film da regista, Il mondo che verrà, interpretato da Vanessa Kirby, Katherine Waterston e Casey Affleck, e nel 2025 The Testament of Ann Lee, interpretato da Amanda Seyfried e Thomasin McKenzie, entrambi film in costume sull’esperienza femminile.
Per curiosità: oggi ci sono solo tre villaggi rurali degli Shakers rimasti ancora attivi negli Stati Uniti. Gli altri si sono estinti anche a causa dalla loro rigorosa imposizione del celibato.
Data di uscita: 12 marzo 2026
Genere: Musical, Dramma
Durata: 136′
Paese: USA, United Kingdom
Produzione: Kaplan Morrison, New York, USA – Intake Films, London, United Kingdom
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia





















