In libreria “Fashionland. Gli abiti più belli della storia del cinema” di Valeria Arnaldi

Nell’immaginario estetico legato al grande schermo, una parte importante l’hanno gli abiti di scena. Indimenticabili e iconici come l’abito bianco e svolazzante di Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza o come quello nero con scollatura vertiginosa sulla schiena, indossato da Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Ancora, in epoca più recente, la minigonna di Julia Roberts in Pretty Woman o l’abito rosso scultoreo di Nicole Kidman in Moulin Rouge. Non è trascurato nemmeno il guardaroba maschile, esempio ne è la collezione d’abiti di Richard Gere in American Gigolò.

La storia della moda, infatti, è legata a doppio filo con quella del cinema, per le tendenze che il grande schermo lancia nella società e per l’ispirazione continua offerta ai costumisti. Capita anche che un outfit suggerisca vere e proprie storie agli sceneggiatori. L’abito, al cinema, a tutti gli effetti diventa “personaggio” e spesso conquista la scena e diventa tendenza nel mondo reale, ambizione e simbolo nell’immaginario collettivo. Basti pensare ai pantaloncini di Riso amaro, ai jeans di Fronte del porto, allo stile iper-sexy di Barbarella, fino alla scollatura a cuore di Jessica Rabbit in Chi ha incastrato Roger Rabbit e al guardaroba griffatissimo di Sex and the City.

Il libro di Valeria Arnaldi, uscito in tutte le librerie per le edizioni Ultra il 21 novembre 2025, ci accompagna in un viaggio attraverso gli abiti che hanno segnato la storia del cinema e dello stile, diventando di volta in volta fantasia, aspirazione e oggetto del desiderio. Questo perché il grande schermo è la passerella principale che per decenni ha dettato le nostre idee di bellezza, eleganza, look, passando dal fascino al fashion.

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