La rassegna del Cinema della Frontiera adriatica nell’ambito dell’83a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia si conclude con la presentazione del documentario In odium fidei. I martiri cristiani della persecuzione titina, diretto da Maximiliano Hernando Bruno per Venicefilm.
Proiettato alla presenza del Capo di Gabinetto della Prefettura di Venezia, profonda conoscitrice delle vicende delle foibe, Beatrice Musolino ha dichiarato: «Ho trovato negli occhi degli esuli istriani la nostalgia e l’amore per la loro terra».
Il Presidente di FederEsuli Renzo Codarin ha sottolineato come gli opposti nazionalismi e i totalitarismi abbiano ugualmente colpito tutte le popolazioni che solo adesso convivono e collaborano grazie all’Europa.
Il documentario
Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, ha spiegato che italiani, croati e sloveni hanno avuto in Istria tre martiri del comunismo beatificati (Francesco Bonifacio, Miroslav Bulešić e Lojze Grozde), tutti vittime dello stesso sistema repressivo. «Questi tre popoli oggi sono solidali fra loro perché hanno alle spalle la comune sofferenza del comunismo e guardano al futuro in modo non contrapposto» ha concluso.
Presente Gianfranco Bonifacio, nipote del sacerdote istriano ucciso ottant’anni fa (la sera dell’11 settembre 1946) che, con il regista Bruno, ha ricordato che le vicende raccontate nella pellicola rappresentano soltanto un episodio della persecuzione cui furono sottoposti i sacerdoti nella Jugoslavia comunista.
Ricordato anche l’omicidio di don Angelo Tarticchio, la cui atroce fine viene raccontata nel documentario dal nipote Piero.
L’esule istriano Mario Ravalico, biografo di don Bonifacio, contribuisce a In odium fidei spiegando le dinamiche che portarono all’uccisione del sacerdote, la cui salma non è stata ancora individuata.
Dettagliata anche la ricostruzione di Grazia Del Treppo e del parroco di Lanischie don Josip Mašina riguardo l’uccisione di don Miro Bulešić, entrato nel mirino dell’OZNA, la polizia segreta jugoslava, perché con l’impegno profuso nella sua missione pastorale teneva i giovani al di fuori dell’indottrinamento del regime: nella Jugoslavia totalitaria di Tito in cui l’ateismo di Stato era regola, era inaccettabile.
Tanti i contributi su altri sacerdoti, tutti beatificati perchè martirizzati in odium fidei per quest’opera che illumina un nuovo capitolo della storia della frontiera adriatica.
La rassegna
Il Cinema della frontiera adriatica è presente alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 grazie all’organizzazione dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in collaborazione con Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, Centro di Documentazione Multimediale della cultura giuliana istriana fiumana e dalmata, CINIT – Cineforum Italiano, Isola Edipo, Regione Veneto, Comune di Venezia, Biennale di Venezia e Centro Sperimentale di Cinematografia.










