Julian Schnabel presenta Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia In the Hand of Dante, film ambizioso e sorretto da un gran cast che abbraccia 700 anni di storia e si muove su due linee temporali, distinte anche dal punto di vista visivo, tra il XIV e il XXI secolo. Oscar Isaac interpreta il doppio ruolo di Nick, nella linea temporale del presente, e di Dante in quella ambientata nel passato, alla guida di un cast che comprende anche Gal Gadot, Gerard Butler, Jason Momoa, Martin Scorsese, John Malkovic, Al Pacino e i nostri Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore e Franco Nero.

La storia è quella di Nick, che intraprende un viaggio imprevedibile e pericoloso per impossessarsi e far autenticare il manoscritto della Commedia, scritto di proprio pugno da Dante. La ricerca del manoscritto, al centro della storia, si interseca e unisce con il viaggio personale di Nick/Dante, un viaggio alla ricerca dell’amore che permette al sommo poeta di correggere gli errori del passato.

In the Hand of Dante è un film ambizioso, un racconto che contiene tre storyline diverse – quasi tre film in uno – con una trama complessa e stratificata non sempre semplice da seguire, al punto che sul finale ciascuna delle storie sembra approdare stancamente a una conclusione insoddisfacente. Schnabel sembra dare importanza principalmente alla storia ambientata nel presente, tanto che quella di Dante risulta quasi una trama accessoria, funzionale all’altra e poco più.

Dal punto di vista tecnico il film di Schnabel colpisce per il bianco e nero elegante utilizzato per il racconto delle scene ambientate nel presente, un bianco e nero iper saturato che contrasta coi colori della linea temporale del XIV secolo. Buone le prove del cast, con Oscar Isaac che convince nel ruolo da protagonista e Jason Momoa che colpisce e sorprende, regalando alcuni dei momenti più intrattenenti di un film che a tratti sembra girare a vuoto e la cui durata finisce per farsi sentire non poco.